I non allineati restano. Il loro candidato alla segreteria provinciale Pd, no.
O meglio. Quel che resta del gruppo di giovani che si riconosce in Piazza democratica, compreso Francesco Scialacqua, hanno deciso d’appoggiare Andrea Egidi, area Bersani. Ritirando la candidatura e facendo scendere a tre il numero dei concorrenti.
Una decisione nell’aria eppure sofferta, arrivata dopo che Francesco Ciprini, Francesco Serra e Sandro Mancinelli si sono allineati su Enrico Panunzi.
“C’è stato un documento unitario – ricorda Scialacqua – proposto da Egidi e che fa parte della sua mozione i cui contenuti possono trovare compimento e di questo vorrei essere garante. Il nostro messaggio per il congresso deve rimanere. Il mio impegno non finisce con il ritiro della candidatura, ma vorrò un confronto serio con chi diventerà segretario.
Con Egidi il lavoro è più facile, avendo collaborato già insieme”. Anche se la strada poteva essere diversa.
“Con Enrico mi sarebbe piaciuto fare una battaglia diversa. Se Bianchi fosse sceso in campo per l’area Fioroni, la mia battaglia sarebbe stata quella di Panunzi”.
Così non è possibile. “Ha due liste a sostegno, presumibilmente una sua e una dei Popolari. Dire che è una candidatura unitaria è complicato. I fatti ci dicono altro”.
Tutto passa da quanto avvenuto venerdì. In mattinata Scialacqua propone un incontro tra i candidati. Ma non si cono le condizioni. Nel pomeriggio l’invito parte da Egidi. Il tavolo si apre, ma non si chiuderà mai. Tutti pronti a fare un passo indietro, tranne i Popolari, che per bocca di Bianchi fanno sapere come il loro candidato unitario sia Panunzi”.
Quindi una parte di non allineati che si defila e la scelta di convergere su Egidi.
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