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Operazione Natale sicuro - Guardia di finanza

Un milione di giocattoli e trucchi pericolosi sequestrati

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– Plastilina in decomposizione. Luminarie incendiabili. Automobiline i cui piccoli pezzi sarebbero potuti finire in bocca a un bambino soffocandolo all’istante.

Sono solo alcuni dei prodotti sequestrati dalla guardia di finanza viterbese, nell’ambito dell’operazione Natale sicuro. Più di un milione di giocattoli, cosmetici e congegni elettronici finiti nelle mani delle fiamme gialle, per un valore di dieci milioni di euro.

Un blitz che ha sventato l’immissione sul mercato di prodotti di provenienza cinese, tutti altamente pericolosi (all’insaputa dell’acquirente) e a bassissimo costo, pronti a invadere le vetrine natalizie.

La filiera, ricostruita dalle fiamme gialle, partiva dall’Oriente. Dalla Cina i prodotti arrivavano in diversi porti italiani, per poi essere stoccati a Roma, in un vasto capannone, e da qui distribuiti a rivenditori della Tuscia e non.

L’indagine era partita da Viterbo, con un primo sequestro di 306 giocattoli a un ambulante. La merce, prevalentemente cinese, era priva di marchio CE.

Da qui, la guardia di finanza viterbese, coordinata dal comandante Paolo Occhipinti, è riuscita a risalire ai canali di approvvigionamento della merce. E, quindi, all’immenso capannone nella Capitale. Ultima tappa prima della vendita.

Il sequestro è avvenuto a seguito delle perquisizioni disposte dalla Procura della Repubblica di Viterbo (pm Paola Conti), nei confronti di nove società gestite da cinesi.

Controlli che hanno portato al ritrovamento di prodotti, dalle bambole alle luci di Natale, privi dei requisiti di sicurezza previsti dalle normative comunitarie e nazionali. La merce mancava, inoltre, di avvertenze in lingua italiana, oltre che delle certificazioni di conformità, pur riportando simboli di sicurezza non riconosciuti dall’Unione europea.

Tra i prodotti sequestrati, anche sigarette elettroniche, peluche, imitazioni di iPhone e luminarie colorate, in vista del Natale. Alcuni dei giocattoli si smontavano con estrema facilità. Altri, perdevano liquidi dalla composizione sospetta o rilasciavano sostanze nocive, letali per un bambino. Quanto ai cosmetici, dagli smalti per unghie ai lucidalabbra, non riportavano alcuna indicazione sulla composizione.

Nove persone sono state denunciate alla Procura dal nucleo di polizia tributaria di Viterbo. Alcune come importatori diretti da Paesi extraeuropei, altri come distributori o venditori al dettaglio.

Le sanzioni per questo tipo di reati prevedono l’arresto fino a un anno e multe da 10 a 50mila euro, per l’immissione sul mercato di prodotti pericolosi.


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24 novembre, 2010

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