Riceviamo e pubblichiamo – Il piano industriale presentato dalla società Francigena e approvato dal Consiglio Comunale nel primo trimestre del 2010 si è rilevato un fallimento.
Eravamo stati facili profeti nel respingere fermamente quel documento, sia dal punto di vista politico, in quanto avrebbe incrementato la disaffezione dei cittadini all’utilizzo del mezzo pubblico, sia dal punto di vista economico, poiché pensare di ridurre le corse e contemporaneamente aumentare di oltre il 60% il costo dei biglietti, era e si è dimostrata pura follia.
A nulla sono serviti i nostri suggerimenti, orientati a proporre una diversa politica del trasporto pubblico in genere e l’elaborazione di un nuovo e più coerente piano parcheggi offrendo ulteriori servizi e spazi di sosta.
Il piano industriale si reggeva essenzialmente sulle seguenti previsioni:
diminuire il percorso per risparmiare gasolio (+ 100.000 euro)
aumentare i biglietti da 0,65 a 1 euro (+ 130.000)
Consuntivo:
– calo degli utenti di oltre il cinquanta per cento e quindi zero maggiori entrate
– effetto risparmio gasolio annullato anche in parte dagli aumenti dei costi;
– Minori trasferimenti da parte della Regione Lazio dovuti dai tali lineari pari al 10% imposti dalla Regione Lazio (pari a circa 180 mila euro).
Risultato: la Francigena registra un disavanzo per circa 400.000 euro, da sommare ai 2.000.000 euro dovuti ai tagli di trasferimenti ordinari da parte del Governo centrale. Ergo: il Comune di Viterbo deve correre per riparare i propri errori e per poter far quadrare i conti, altrimenti la situazione, oggi grave, si trasformerà in drammatica.
Se poi si tiene conto che entro l’anno la società dovrà o essere ceduta o reperire un socio privato con una partecipazione minima del 40%, mi sembra molto complicato trovare qualcuno disposto a investire su una intrapresa che finora ha generato solo perdite.
Alvaro Ricci
Vicecapogruppo Pd al Comune di Viterbo
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