Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Pieranna Falasca (Legambiente) pronta a dare battaglia

Il nucleare è morto e va seppellito

di Emma Sanna
Condividi la notizia:

“Il nucleare è morto. Questa è la botta finale. E’ il caso che se ne rendano conto tutti”.

Pieranna Falasca, coordinatrice di Legambiente Viterbo, dopo il disastro nucleare in Giappone non ha dubbi sul futuro del nucleare.

“E’ una scommessa che l’uomo ha decisamente perso. E’ peggio di una guerra, con i suoi caduti”.

Quali sono le considerazioni di Legambiente sul disastro nucleare giapponese?

“Siamo addolorati per ciò che accade in Giappone. E’ un popolo che ha già sofferto tanto e che ha già dato sul fronte dell’atomica. Ora però, oltre al dolore, c’è anche preoccupazione, perché al mondo esistono altri 92 reattori della stessa tipologia di quelli che hanno ceduto in Giappone. Soltanto sei mesi fa, uno studio commissionato dall’Enel alla European House – Ambrosetti magnificava proprio questo tipo di reattori dichiarandoli perfetti. Ma questo rientra nelle bugie a cui sono soliti i nuclearisti.

Inoltre in Giappone si è verificato il “paradosso nucleare”. Si utilizza questa tecnologia in nome dell’autosufficienza energetica, e in un momento di emergenza come questo le centrali sono spente o fuori uso. Il Giappone è quasi al buio, con l’energia elettrica razionata. Per questo è importante affidarsi soprattutto ad altre fonti di approvvigionamento.

Contro lo tsunami non si può far niente. Contro il terremoto il Giappone insegna che si può fare qualcosa. Contro il nucleare basta chiudere le centrali”.

In Italia si sta proponendo il nucleare proprio con la motivazione dell’autosufficienza energetica. E’ davvero così?

“In realtà si prevede di produrre solo il 4% dell’energia necessaria con un sistema che tra l’altro vedrà la luce tra 20 o 25 anni. E’ come prenotare oggi un’automobile che compreremo tra 20 anni. Sarà già una tecnologia ampiamente superata”.

Si sta parlando di nuove tecnologie nucleari, più potenti e più sicure, come l’Eps, European pressured reactor. E’ un sistema davvero affidabile?

“No che non è affidabile. Reattori di questo tipo sono già in costruzione in Europa, uno in Francia e uno in Finlandia. Ci dicono che siano sicurissimi, invece l’agenzia finlandese per la sicurezza ha accertato oltre 2mila errori ed imperfezioni durante la loro attività. Uno di questi impianti doveva costare intorno ai 3,2 miliardi di euro; sono stati spesi più di 5 miliardi senza riuscire a completare il sito. Questi sono i reattori che vorrebbero costruire anche in Italia”.

Greenpeace ha da poco diffuso i dati sul progetto nucleare in Italia. Sono previsti due siti nel viterbese, uno a Montalto di Castro e l’altro a Orte. Come pensate di reagire?

“Nel piano nucleare si parla di un sito a Montalto con ben due centrali. Per ciò che riguarda Orte, non è chiaro se si progetti un ulteriore impianto o un sito di stoccaggio delle scorie radioattive. Ma non basta. A questo dobbiamo anche aggiungere i siti previsti in provincia di Latina, a Borgo Sabotino, e quelli in Toscana, sulla costa che va da Grosseto a Livorno e nell’area di Piombino. Una concentrazione di siti allarmante”.

Perché dite un no così convinto proprio a Montalto?

“Innanzitutto è bene chiarire che non va fatto il discorso “non nel mio giardino”. E poi Montalto ha già dato, subendo i veleni della centrale riconvertita. Quella di Montalto è una scelta demenziale, perché si tratta di una zona densamente popolata e pericolosa dal punto di vista sismico. Pensiamo poi ai piani di evacuazione: sarebbero facilmente attuabili d’inverno, ma d’estate quando il litorale è preso d’assalto dai turisti? Io sono contraria al nucleare a Montalto e ovunque. Oltre al radon, ai pesticidi e all’arsenico presenti in quantità enormi nel nostro territorio, vogliamo anche le radiazioni nucleari?”.

Di chi è la responsabilità del nucleare in Italia e a Montalto?

“In primo luogo è della lobby nuclearista, e poi subentra anche la politica. Se a Montalto si aprì il discorso nucleare fu anche a causa delle scelte del Pci, con Sposetti & c. che si dichiararono favorevoli. Ma ora sembra che la sinistra italiana non abbia più dubbi”.

Perché no al nucleare?

“Prima di tutto perché il nucleare sicuro non esiste. E’ una presa in giro. E poi perché ha costi elevatissimi, e in rapporto ai benefici è assolutamente svantaggioso. Inoltre i tempi di realizzazione sono lunghissimi. E la cosa più importante è che abbiamo a disposizione risorse meno costose e meno inquinanti, come il sole e il vento”.

Nei prossimi mesi saremo chiamati a pronunciarci ancora una volta sul nucleare con un referendum. Non era sufficiente quello del 1987?

“Certo che era sufficiente. Il referendum non ha un limite temporale. Questo governo ha fatto molti passi indietro rispetto al percorso che vedeva l’Italia quasi alla pari con altri paesi. Non si doveva ritornare su una strada che l’Italia aveva già bocciato, ma la lobby nuclearista è molto potente e lo sta dimostrando anche dal punto di vista mediatico, con una forte campagna in favore del nucleare”.

Come vi state preparando alla campagna referendaria?

“Ci stiamo impegnando con una campagna d’informazione, anche se i nostri avversari hanno delle risorse economiche ben più massicce delle nostre. Ma non ci lasciamo intimidire. Per martedì prossimo abbiamo organizzato un incontro i rappresentanti locali delle associazioni che siedono al tavolo regionale e nazionale del no al nucleare. L’obiettivo è quello di costituire un comitato provinciale per il sì referendum. E poi stiamo organizzando delle iniziative a Latina e a Montalto di Castro.

Il Giappone è stato un avvertimento. Cosa aspettiamo a chiudere le centrali? Se non ora, quando?”.


Condividi la notizia:
17 marzo, 2011

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/via-sandro-pertini-strada-pubblica-chiusa-con-sbarra/