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Federlazio - Giuseppe Crea e Rino Orsolini presentano l'indagine congiunturale del secondo semestre 2010: "La crisi non è ancora passata"

La burocrazia è il cancro delle imprese

di Maria Letizia Riganelli
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Il presidente di Federlazio Orsolini

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Il direttore Giuseppe Crea

– Il barometro economico non segna bel tempo.

La crisi non sembra ancora passata.

A sottolinearlo il presidente e il direttore di Federlazio rispettivamente Rino Orsolini e Giuseppe Crea e Mario Adduci, che questa mattina hanno presentato l’indagine congiunturale del secondo semestre del 2010.

La ricerca è stata realizzata su un campione di 350 piccole e medie imprese, delle quali 46 della Tuscia, le cui caratteristiche settoriali e dimensionali rappresentano fedelmente la composizione dell’universo delle imprese aderenti alla Federlazio.

“Alla presentazione dell’indagine congiunturale del primo semestre 2010 – spiega il direttore Crea – aveva parlato di una cauta ripresa che ci face ben sperare. Purtroppo però le precedenti previsioni non si sono avverate. Gli indici rilevati alla fine dello scorso anno mettono in evidenza una frenata di quella seppur lieve inversione di tendenza, che nel semestre precedente aveva fatto intravedere piccoli segnali di attenuazione della crisi, dei quali si attendeva il consolidamento che è invece mancato.

Anche se la crisi economica che stentiamo a lasciarci alle spalle, non sembra aver prodotto nella Tuscia riflessi sulla vitalità del sistema imprenditoriale: Viterbo presenta un tasso di mortalità delle imprese pari allo 0,97% : il più basso di tutte le province del Lazio e inferiore sia al dato regionale (1,08%), sia a quello nazionale (1,15%)”.

Le note dolenti però arrivano dal direttore Orsolini, che a fronte di dati poco incoraggianti continua la sua lotta contro la burocrazia. “E’ un cancro – tuona – che paralizza l’attività delle imprese già gravate da mille difficoltà. La politica in questo frangente dovrebbe aiutare non ostacolare. Faccio un solo esempio: il Piano casa della regione Lazio. E’ da mesi che aspettiamo l’approvazione, mentre l’unica cosa certa è la scadenza, ovvero dicembre 2011. In questa marea forse l’unico dato incoraggiante è il non aumento della cassa integrazione”.

Secondo l’indagine di Federlazio infatti sia la cassa integrazione ordinaria che straordinaria, sia l’occupazione restano stabile o migliorano. Gli organici delle aziende sono rimasti stabili nell’84,6% , rispetto al 57,1% rilevato nel semestre precedente. Si dimezza la percentuale di coloro che dichiara un incremento di assunzioni di personale nel periodo considerato: dal 14,3% al 7,7%.

“A conferma della tenuta dell’occupazione – spiega Crea – si pone anche il dato relativo alle aziende che dichiarano una riduzione dell’organico: scendono dal 28,6% del periodo gennaio-giugno 2010, al 7,7% di fine anno”. Per quanto riguarda la cassa integrazione invece la situazione è sì più rosea, ma presenta anche aspetti secondari da non sottovalutare.

“Perché se è vero che tutte e tre le tipologie di cassa integrazione, ordinaria, straordinaria e in deroga, sono in controtendenza rispetto al semestre precedente – dice Adduci – bisogna anche considerare che potrebbe essere terminati i tempi previsti per la richiesta di cassa integrazione. Un calo quindi probabilmente determinato anche dall’esaurimento da parte di molte imprese del limite legale della cassa integrazione discorso che vale sia per l’ordinaria che per la straordinaria”.

Altre note dolenti arrivano anche dal fatturato.

“Dinamica negativa – continua Crea – anche per il fatturato del secondo semestre 2010. In particolare, scende dal 33,3% al 20,0% la percentuale di quanti hanno registrato incrementi nei mercati internazionali al di fuori dell’Unione Europea, e passano dal 22,2% al 40,0% le imprese con problemi di riduzione. Meno accentuato, ma comunque da evidenziare, il calo dei giudizi di stabilità, che scendono dal 44,4% al 40,0%.

Gli investimenti invece rappresentano una variabile molto sensibile al ciclo economico. Tuttavia la fase di rallentamento e la situazione di difficoltà degli operatori sembra non aver ridotto l’impulso ai piani di spesa, facendo segnare nel periodo luglio dicembre 2010, un andamento sostanzialmente positivo rispetto al precedente semestre, segno di una vitalità delle imprese nel ricercare ogni possibile soluzione per uscire dalla crisi”.

Dato interessante analizzato dall’indagine è quello relativo allapercezione dell’usura tra le aziende del Lazio. “Per quanto riguarda la percezione del grado di diffusione dell’usura tra le imprese del nostro territorio, solo il 7,7% ritiene che tale fenomeno sia “molto diffuso”, mentre per il 30,8% lo è “poco”. C’è poi un 15,4% di intervistati per il quale l’usura non è “per niente” diffusa nella Tuscia, mentre il 46,2% dichiara di non saperlo. E’ da ritenere – conclude Crea – che quest’ultimo dato contenga non tanto una reale incapacità di fornire la risposta, quanto probabilmente un atteggiamento di cautela di fronte ad un problema estremamente delicato.

Poca fantasia per il futuro. “Il 2011 purtroppo sarà un anno simile a questo e la situazione mondiale di sicuro non aiuterà – dice ancora Orsolini. Vanno quindi risolti, e subito, problemi legati alla pubblica amministrazione. Mi riferisco ai pagamenti che devono essere puntuali e soprattutto all’investire nelle infrastrutture. A noi non interessa il gioco dell’aeroporto sì aeroporto no, interessa che vengano realizzate le infrastrutture e tutte dalla Cassia alla città termale. Anche perché noi siamo pronti, ma la politica?”


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24 marzo, 2011

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