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L'insediamento del nuovo vescovo La solenne cerimonia che ha accolto monsignor Lino Fumagalli

L’oro, il rosso e il bianco

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Vescovo Fumagalli

– Una cerimonia d’oro, rosso e bianco.

Un rito solenne, scandito da una serie di tappe che hanno ufficializzato l’incarico del vescovo Lino Fumagalli.

Cerimoniali a parte, il momento più commovente, forse, è stato quando il nuovo vescovo ha ricevuto il suo anello con l’effigie della Madonna della Quercia, patrona della diocesi di Viterbo. Una circostanza che ha mostrato monsignor Fumagalli nella sua umanità più densa.

Lo ha preso in dono al momento dell’offertorio. Gli è stato porto su un piatto d’oro e lui lo ha indossato, emozionato. Lo ha guardato e poi ha appoggiato le mani sulle gambe per mostrarlo.Muoveva le dita nervosamente, alzandole e abbassandole una dopo l’altra. Quasi come per abituarsi a quel nuovo “ospite”.

“E’ bello stare qui. Conserviamo l’incanto di questa cerimonia”.

Queste le prime parole del vescovo Lino che ha iniziato la sua missione nella comunità pastorale viterbese.

“E’ bello stare qui – ha ripetuto più volte -. E’ questo il sentimento che sgorga dal mio cuore davanti a questa nostra assemblea liturgica, vera epifania della Chiesa”.

La predica ha colpito i fedeli in chiesa, ai quali il vescovo è riuscito a strappare il sorriso con le sue battute. Nell’omelia ha fatto riferimento a grandi scrittori, filosofi e religiosi. DaSant’Ignazio di Antiochia a Bauman. Da Norberto Bobbio a Hesse. Autori di cui si è servito per ringraziare quanti ieri hanno voluto salutarlo.

“La chiesa di Viterbo è ricca di istituti religiosi e ha anche dodici monasteri di clausura – ha detto il vescovo -. Vi ringrazio di cuore per il servizio generoso che svolgete nei diversi settori della vita pastorale. La vita consacrata ci fa vedere, pregustare e quasi toccare con mano il primato di Dio.

I consacrati – ha continuato – sono testimoni di valori forti e fondamentali e soprattutto della vita eterna, esigenza per ogni uomo”.

Poi un saluto ai giovani. “Vi ho visto numerosi, qui dentro e fuori la chiesa – ha detto con tono quasi paterno -. Voi, sentinelle del mattino e speranza della chiesa.

A voi questa nostra Chiesa di Viterbo affida il compito di essere profeti e apostoli presso i vostri coetanei soprattutto testimoni, con la vostra vita, della verità, della bellezza, del bene. Siate contemplativi e profeti nella nostra Chiesa e nella nostra società, perché i vostri amici nel vedervi ricchi di gioia e carichi di attenzioni per gli altri, seguano il vostro esempio”.

Anche i non credenti e i non praticanti hanno trovato spazio nel suo discorso. A loro ha augurato, riprendendo le parole di Maugham, di “entrare nel paradiso ostinatamente negato, ma in buona fede”.

E all’ultimo alcune parole per il suo predecessore. “Un ringraziamento vivo a sua eccellenza monsignor Lorenzo Chiarinelli che, con intelligenza d’amore, dedizione totale e vivacità pastorale, ha retto questa Chiesa per più di tredici anni – ha detto suscitando la reazione commossa dell’assemblea che ha applaudito a lungo con lo sguardo rivolto all’ex vescovo -. Mi ha commosso l’attenzione e l’affetto con cui mi è stato vicino in questi giorni e sono sicuro che continuerà ad essere vicino alla nostra Chiesa con la preghiera e il fraterno consiglio”.

Fumagalli ha concluso il suo discorso proprio rivolgendosi a colui che aveva iniziato la messa.“Buon viaggio – aveva esordito Chiarinelli – il mio finisce qui”.

Dopo un lungo abbraccio e parole scambiate in confidenza all’orecchio, l’ex vescovo ha consegnato al nuovo il pastorale in mezzo a una macchia bianca di sacerdoti delle diverse comunità della Tuscia, di cardinali e di prelati.

Un passaggio reso ancora più solenne dalla luce bianca che illuminava quel piccolo spazio in cui è avvenuto questo grande evento.

La cerimonia è stata allietata dalle note e dalle voci dei cori Cappella musicale basilica cattedrale di Viterbo e Unione muicale A. Ceccarini, diretti dal maestro don Roberto Bracaccini. Entrambi accompagnati all’organo da Ferdinando Bastianini.

Tra i banchi, invece, erano molte le autorità civili e militari venute a celebrare il nuovo vescovo. Il sindaco di Viterbo Giulio Marini, il presidente della Provincia Marcello Meroi, la senatrice Laura Allegrini, il consigliere regionale Nando Gigli, il rettore Marco Mancini. Ma anche l’assessore Giovanni Arena, il capitano della compagna dei carabinieri di Viterbo, Raffaele Gesmundo, lo scultore Roberto Jopppolo, il prefetto Antonella Scolamiero.E molti altri.

La giornata dell’insediamento è iniziata alle 16, quando Monsignor Lino Fumagalli è arrivato a piazza San Lorenzo, accolto da fedeli e autorità.

Il vescovo ha ricevuto il saluto del sindaco Giulio Marini sulla soglia del Palazzo, dietro il portone d’ingresso. Alla fine, dopo la vestizione degli abiti liturgici nella sala del conclave, monsignor Fumagalli ha preso parte alla solenne processione da Palazzo dei Papi all’ingresso del Duomo, per la santa messa.

Al termine della cerimonia, il vescovo Lino ha impartito la benedizione con indulgenza plenaria. Così si è conclusa la cerimonia ed è iniziata la sua missione di vescovo di Viterbo.


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1 marzo, 2011

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