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Tuscania - Parla il pizzaiolo arrestato e scarcerato

“Mi hanno dipinto come un criminale”

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Salvatore Di Raffaele

Salvatore Di Raffaele

– “Mi hanno dipinto come un criminale”.

E’ amareggiato Salvatore Di Raffaele. Il pizzaiolo napoletano arrestato lunedì scorso, vuole dire la sua sull’episodio che lo ha visto coinvolto in prima persona e che lo ha fatto finire in manette per sequestro di persona, detenzione di droga e violenza privata.

“Non c’è stato nessun sequestro – spiega il pizzaiolo -. Tant’è che, alla fine, l’unico reato che mi viene contestato è la violenza privata. Le altre accuse sono tutte cadute, dopo il colloquio con il magistrato, che mi ha creduto e capito”.

Era stato proprio Di Raffaele l’11 aprile scorso a chiamare i carabinieri, dopo aver visto due uomini aggirarsi nei pressi del suo appartamento. Erano due operai, ma il pizzaiolo temeva fossero dei ladri.

“Li ho visti prima girare con un furgone intorno alla palazzina, poi smontare un congegno sul terrazzo confinante col mio – racconta -. Avevo paura che da lì, poi, sarebbero riusciti a entrare in casa. Quindi mi sono affacciato dal balcone e ho detto loro di non muoversi da lì, perché avrei chiamato i carabinieri e fatto perquisire il furgone”.

Nessun sequestro, rimarca il pizzaiolo. Né, tantomeno, minacce con la pistola.

“Ne ho una – spiega Di Raffaele -, ma è finta ed era nella cassaforte. La tengo in casa per proteggermi dai ladri. E comunque non l’ho mai tirata fuori, lunedì sera. I due operai non l’hanno neanche vista”.

E quanto alla droga trovata in casa, Di Raffaele specifica che “si trattava di appena un grammo di cocaina, per uso personale”. Caduta, quindi, anche l’accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

“Non voglio dire di essere un santo – conclude Di Raffaele, scarcerato venerdì e sottoposto a obbligo di firma -. Ma non sono nemmeno il delinquente che alcuni giornali hanno descritto. Mi hanno messo alla gogna e non me lo meritavo”.


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19 aprile, 2011

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