Ore 18.45 – Parte dai giovani, il sindaco Marini, intervenendo alla fine della discussione.
“Ho condannato – spiega il sindaco – il gesto alla sala Gatti, in modo chiaro. Senza titubanze. Perché il Comune ha concesso un luogo comunale per la discussione di argomenti che i presentatori avevano reputati opportuni e noi non siamo entrati nel merito.
Nessuno può andare a disturbare in qualsiasi maniera. Ma non posso immaginare di poter non concedere, spazi per discutere d’argomenti.
Vi ricordate quando trovammo invasa la sala Regia con il messaggio futurista dell’aeroporto Marinetti. Un gesto vietato dai regolamenti, ma fatto. Preso come simbolico, ci ha fatto pensare. Dall’altra parte abbiamo avuto un’invasione, con momenti di difficoltà tra i partecipanti. La differenza sta qui.
Per questo ho condannato il gesto. Gli organizzatori non dovevano essere interrotti. Mi auguro che tutta la città possa prendere spunto dalla mia condanna per non riproporre più iniziative del genere, ma lasciando a tutti la libertà di riunirsi e discutere liberamente nelle sale di tutta la città di Viterbo”.
Dedicare quattro ore a questo dibattito, quando durante la discussione tutti più o meno si sono espressi per la condanna, non è capito dai cittadini. Lo fa rilevare Bennati (Pdl). “La differenza non è sulla condanna – spiega – espressa da tutti i consiglieri, ma sugli altri tre punti sul documento presentato dal’opposizione.
Nel chiedere massimo impegno alle forze dell’ordine, che il Comune si costituisca parte civile e impegna gli uffici a non concedere spazi a chi ha rivendicato gli episodi. In questi tre punti c’è differenza. La maggioranza non lo accetta per questo. Non compete al sindaco dire alla polizia d’identificare gli autori. Non è competenza nostra costituirci parte civile e anche sull’affidamento della sala.
La divisione con la maggioranza è qui. Non sulla condanna. Qualunque documento sia approvato, la condanna c’è in ogni caso. Penso che faremo un buon servizio alla città andando direttamente al voto”.
Quindi senza passare per un’interruzione dei lavori e cercare una difficile mediazione. Ma Tofani (Udc) insiste. Per non spaccare il consiglio comunale.
Mezzetti (Sel) apprezza il sindaco Marini. “Se avesse parlato lui per primo – osserva – e gli interventi successivi fossero stati conseguenti, avremmo chiuso la discussione in dieci minuti”.
Mezzetti propone d’approvare il suo ordine del giorno con la sola prima parte, togliendo quindi la parte non gradita alla maggioranza.
A questo punto Bennati accetta di sospendere i lavori e trovare un’intesa. Perché alcune parti della premessa vanno modificate.
Ore 18.20 – Interviene Fracassini (Pdl) per sottolineare che condivide gli interventi di Simoncini e Federici e chiede di non modificare l’ordine del giorno del Pdl. Intervento rafforzativo.
Mentre Serra propone un’interruzione della seduta per trovare una soluzione comune. Così la pensa anche Barbieri (Udc). “
Se questi due non vanno bene di documenti – osserva – se ne fa uno nuovo”.
Ore 18.10 – Mezzetti (Sel) è perplesso. “Come fai a condividere interventi di Simoncini o Federici, interventi di copertura?”. Lo chiede al capogruppo Pdl Bennati.
“Non stiamo discutendo del dramma – spiega Mezzetti – si cerca di andare fuori tema.
Si dice siccome in passato ci sono stati episodi contro la destra estrema, ricordati da Federici, oggi questi ragazzi possono essere incavolati con la sinistra.
Non c’entra niente. Stiamo parlando di democrazia, del diritto di organizzare iniziative, del diritto d’uso di locali comunali, per chiunque.
La tendenza a sminuire non mi piace. Nel documento Pdl si definisce tutto lancio di volantini e rose rosse. Ma ha senso coprire quanto avvenuto? E’ stata un’aggressione. Non un gesto di cortesia.
Atti che creano violenza psivcologica e fisica a un’iniziativa regolarmente promossa. Quando Simoncini dice che Casapound ha subito violenza, allora che significa? Siccome hanno aggredito loro, adesso possono farlo a loro volta? Non costituisce un alibi. Stiamo parlando di fatti avvenuti a Viterbo, non di altro.
Se loro hanno subito aggressioni, siano perseguiti gli autori”.
Lancio di rose rosse e volantini hanno interrotto una manifestazione. Ci torna Peruzzi (Pdl). “Se la libertà d’opinione va rispetta, va fatto per tutti – spiega – se c’è stata una prevaricazione, va condannata. Ma va contestualizzata. Un’interruzione non è raid squadrista. Chi va in riunioni pubbliche non si può dire che non possa essere fotografato. Chi contesta deve essere libero di farlo.
Non si può ingigantire una cosa che si è chiusa con una provocazione. Ricordo che quando ero a capo di Azione Universitaria, un gruppo di giovani ci volle impedire lo svolgimento di un convegno su via Rasella.
Stavolta è stata una provocazione, certamente sbagliata. Avrei fatto diversamente. Annuncio da ora il mio voto contrario all’ordine del giorno di Mezzetti”.
Insogna (Pd) è in difficoltà. “Noi non dobbiamo dire nulla ai ragazzi presenti – speiga Insogna – hanno i loro riferimento. Non spetta a noi. Se impostiamo la violenza sui colori, nero, rosso, è sbagliato. Ci si fa prendere dal tifo. Nessuno ha messo in discussione Casapound e quanto ha fatto di meritevole. Ma se sbagliano, va detto loro”.
Ore 17.50 – Tocca a Simoncini (Pdl) che ricorda come in passato negli anni temi simili siano tornati all’attenzione del consiglio comunale.
“Su Casapoound – spiega – non credo che siano un branco disorganizzato o feroce e che aggrediscano i loro nemici politici. E’ un’associazone culturale riconosciuta.
Ha portato avanti iniziative come il mutuo sociale, ha promosso iniziative, presentazioni di libri e conferenze a carattere politico. Hanno gruppi sportivi, hanno squadre di rugby, paracadutismo. Erano in prima fila nel maggio 2009 all’Aquila”.
Poi legge un articolo in cui si parla del loro aiuto portato ai terremotati e di come molti abruzzesi storcevano la bocca nel ricevere aiuti da loro, un gruppo di estremisti. Discriminati.
Poi ricorda in giro per l’Italia, le diverse aggressioni che Casapound ha subito.
Gli animi si surriscaldano.
Tofani (Udc) prova a portare un pò di serenità. “Ho la sensazione che oggi non si voglia andare a inquadrare il problema, ma si tentino posizioni di retroguardia. Incrementando la conflittualità. Ci sono punti fermi. A mio avviso, la risposta deve arrivare da tutto il consiglio comunale. Il confronto delle idee deve avvenire sul piano democratico e della tolleranza.
Noi ci troviamo in difficoltà. Abbiamo analizzato le due mozioni, condividiamo idee e finalità di entrambe, per altre, non le condividiamo”.
Tofani si augura d’arrivare all’unanimità.
Quindi Federici (Pdl) che nei giorni successivi all’episodio era intervenuto sulla stampa. “Mi hanno accusato d’essere un cattivo maestro – spiega – non lo sono mai stato”.
Poi parla del delitto Mattei e Mezzetti gli ricorda che sta andando fuori tema.
Si devono abbassare i toni. E’ il monito di Maria Antonietta Russo (Pdl). Che chiede di censurare l’episodio, piuttosto che condannare.
“Oltre questo io penso che non si possa andare – osserva – non concedere spazi non è esempio di democrazia. Dobbiamo far uscire il rispetto di chi ci sta avanti e censuriamo ogni forma di violenza e mancanza di rispetto verso l’altro”.
Ore 17.45 – Interviene Bennati (Pdl) e non apprezza il modo con cui Mezzetti ha presentato l’ordine del giorno. “Il modo con cui il consiglio deve condannare questi atti non è questo. Il modo non aiuta a rasserenare il clima.
Pur non avendo le stesse idee dobbiamo rispettare il diritto degli altri a manifestarle. L’irruzione è da condannare”.
Per questo la maggioranza ha predisposto un documento. “Condanniamo il gesto ma non condividiamo il resto dell’ordine del giorno che va oltre le nostre competenze. La giustizia faccia il suo corso. Non possiamo andare oltre una forte e determinata condanna, da monito. La nostra città non tollera certi modi d’agire”.
In pratica, forte stigmatizzazione, ma il documento del centrodestra non arriva a vietare la concessione eventuale di locali, qualora ne dovessero fare richiesta, a Casapound.
“Rompere vetri, bruciare libri, ma anche rovesciarli, sono azioni simboliche gravissime – spiega Linda Natalini (Pd) – è un atteggiamento fascita. Certo, si deve andare avanti, ma per farlo occorre avere radici solide, valori condivisi.
Nessuno ha parlato delle foibe. C’era un convegno in cui se ne discuteva. D’accordo o meno sul tema. Il punto è l’incursione”.
Dal Pdl, Andrea Marcosano. “Ho ascoltato con attenzione Mezzetti, mi associo al pensiero del nostro capogruppo Bennati. Quindi condanno il gesto, che se lo potevano pure risparmiare, pensarlo in modo diverso.
Ma non posso condividere il termine logica di branco, incursione neofascista. Hanno sbagliato, ma credo che Mezzetti abbia esagerato nel definire un’azione dimostrativa, sbagliata.
Non so che tipo di reati possano prefigurarsi in quell’iniziativa”.
Una discussione importante per Fersini (Pd). “Si sta delineando una divisione politica – osserva Fersini – e questo è più grave di quanto è avvenuto.
Se è vero che durante un dibattito pubblico, persone hanno potuto invadere in maniera equivoca uno spazio pubblico comunale, già nel solo pensiero di farlo, va condannato in modo unitario. Se ci dividiamo su questa cosa finiamo per dare ragione all’uno o all’altro. Deve avere ragione, invece, la democrazia e la condivisione”.
Ore 17.25 – In consiglio comunale una ventina di rappresentanti di Casapound, in previsione della discussione dell’ordine del giorno presentato da Mezzetti (Sel) sull’incursione Casapoundo del 25 marzo scorso. Prima Treta anticipa un ordine del giorno sulla cessazione dell’attività sanitaria del gruppo San Raffaele.
Mario Morucci ha chiamato il consigliere Fracassini. E’ il presidente del comitato per San Martino. “Chiede di poter parlare – spiega Fracasssini – con il sindaco e il presidente del consiglio Gabbianelli”.
Marini vorrebbe sapere di che comitato fa parte e poi comunica: lunedì l’incontro.
Si arriva al punto che riguarda Casapound.
L’ordine del giorno parla d’irruzione squadrista lo scorso 25 marzo, con chiaro intento intimidatorio. Un carattere neofascista, lo definisce Mezzetti nel documento. Siccome in passato l’associazione aveva ottenuto locali per manifestazioni e che occorre condannare l’accaduto, si chiede oltre alla condanna senza riserve, d’individuare le persone interessate, che il Comune si costituisca parte civile e che nessuno spazio venga concesso all’associazione che ha rivendicato l’episodio.
“Non stiamo discutendo dell’iniziativa specifica – spiega Mezzetti – ma l’agibilità democratica di questo territorio. Se ci sono branchi che possono occuparlo o se deve essere chiaro che il principio libertario d’esprimersi sia valido per tutti.
Contro ogni logica di branco. Ci sono associazioni che hanno deciso di svolgere iniziative. Chiedono un locale al Comune e lo ottengono. La svolgono. Arrivano una trentina di persone che insultano, spintonano e fotografano in modo intimidatorio i presenti, gettando rose rosse.
Non è la prima volta che compiono gesti simili che gettano vergogna. Già quando anni fa venne Ascanio Celestini ci fu un episodio simile, entrarono nella sede Arci e rivoltarono tutto. Non so se è stato più grave il gesto o la rivendicazione.
Dicono di essere futuristi. Ma a me non interessa come si definiscono, piuttosto quello che fanno. C’è chi ha detto che gettando le rose abbiano fatto un gesto futurista.
Non si possono legittimare certe cose, non si possono incoraggiare queste persone. Si deve affermare che certe cose non si possono fare, un tale comportamento va censurato in modo forte. Invece si fanno e si rivendicano pure. Serve un ordine del giorno forte, che non sia una pacca sulla spalla.
Ci vuole un provvedimento forte”.
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