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Montefiascone - La fidanzata Carmela, i genitori e centinaia di amici e conoscenti danno l'addio a Marco Brigliozzi

“Amore fatti sentire anche da lassù”

di Francesca Buzzi
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Marco Brigliozzi

Marco Brigliozzi

Pietro, il padre di Marco

Pietro, il padre di Marco

I funerali di Marco Brigliozzi

Gli amici di Marco

Gli amici di Marco

I funerali di Marco Brigliozzi
I funerali di Marco Brigliozzi

Gli amici di Marco

Gli amici di Marco

Don Domenico

Don Domenico

I funerali di Marco Brigliozzi

Carmela, la fidanzata di Marco

I funerali di Marco Brigliozzi
Funerali Marco Brigliozzi
Funerali Marco Brigliozzi
Funerali Marco Brigliozzi

Giuseppe Parroncini

Giuseppe Parroncini

– “Amore non smettere di urlare, fatti sentire anche da lassù”.

E’ la disperazione di Carmela, la fidanzata di Marco Brigliozzi, a parlare (fotocronaca).

Lacrime, singhiozzi e sospiri che non bastano a colmare il vuoto lasciato dal suo amore, scomparso dopo due giorni di agonia, in seguito al tragico incidente stradale a Zepponami.

Un ragazzo buono, generoso, sempre disponibile con tutti. Carmela si rivolge direttamente a lui, al suo Marco, parlando alle centinaia di persone che sono lì di fronte a lei a dargli l’ultimo saluto.

“Adesso vorrei tanto uno dei tuoi abbracci, vorrei che mi stringessi forte come facevi fino a pochi giorni fa. Ricordi quando mi arrabbiavo perché spesso correvi dai tuoi amici e lasciavi me in disparte?

Adesso, di fronte a tutta questa gente, capisco il motivo. Capisco che tu eri amato da tutti e per questo per te l’amicizia era fondamentale. A tutte queste persone chiedo di stare vicino a Pietro e Cecilia, i tuoi genitori, e anche a me perché io non so se ce la faccio. Non lo so.

A te Marco chiedo una cosa soltanto. Ricordi quando litigavamo perché urlavi? Ecco, ora da lassù, non smettere di urlare amore mio, non smettere di urlare, fammi sentire che ci sei”.

Ai funerali di Marco, celebrati all’aperto, nell’oratorio di Zepponami, hanno partecipato centinaia di persone. Un paese intero era lì. A piangere e a soffrire con i parenti più stretti di quel ragazzo così speciale che ora non c’è più.

“Cercate la forza nella fede – ha detto nell’omelia don Domenico -. Fate come lui. Marco, e la sua ragazza Carmela, erano sempre insieme la domenica a messa. Credevano in Cristo e seguivano il suo esempio. Lui è accanto a voi”.

Parole che sembrano scontate, dette da un parroco, ma profondamente sentite, tanto che anche don Domenico non è riuscito a trattenere le lacrime. E mentre cerca di tranquillizzare tutti i presenti, lui stesso si prende la testa tra le mani e continua a parlare a fatica con la voce rotta.

L’ultimo appello del parroco che sarà poi ripreso alla fine della funzione da Pietro, il padre di Marco, è rivolto agli amministratori. “Fate qualcosa per questa strada – dice don Domenico rivolto al sindaco di Montefiascone e al consigliere regionale Parroncini, presenti alla funzione -. E’ il quarto giovane che muore in cinque anni. Non possiamo più permetterlo”.

Sul feretro di Marco tanti piccoli simboli di ciò che era la sua vita e le sue passioni. La maglia del Montefiascone calcio, la sciarpa del Milan, il cappello da ferroviere e la sua foto. Un’immagine sorridente, che dopo la messa Carmela prende dalla bara e stringe forte al petto.

Anche gli amici vogliono ricordarlo. Alcuni di loro leggono un vecchio tema di Marco. Un tema sull’amore. Poche righe con le quali il giovane già diversi anni fa spiegava con chiarezza cosa significasse per lui amarsi: donare se stesso e vivere per chi si ama.

A concludere il funerale le vibranti parole di papà Pietro che con voce ferma, sebbene profondamente scossa, ringrazia tutti i presenti e ricorda il suo “bambino”.

Marco si faceva sentire quando c’era – ha detto al microfono –. Ora fatevi sentire tutti voi. Non dimenticatelo perché lui vi proteggerà da lassù. Grazie ai ferrovieri, suoi colleghi e amici, grazie a Carmela e grazie anche ai milanisti. Marco era fiero della sua squadra. Tutte queste erano le sue gioie e le sue passioni. Ricordiamolo così e continuiamo ad amarlo”.

La funzione è stata presieduta dal vescovo, e concelebrata da diversi prelati uno dei quali ha portato anche il saluto del rettore della pontificia università lateranense che si è stretta al dolore dei familiari di Marco. La protezione civile per tutta la durata della messa ha distribuito acqua ai presenti.


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27 maggio, 2011

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