– A San Martino al Cimino sono tutti incavolati e sul piede di guerra. Non è dato sapere se sia un effetto collaterale sconosciuto dell’arsenico nell’acqua, sta di fatto che i cittadini chiedono al Comune interventi e subito.
I pozzi della frazione di Viterbo superano i parametri previsti e a palazzo dei Priori cosa fanno? Se lo chiede il Pd (che ha pure una risposta), annunciando una mozione che potrebbe essere discussa già nella seduta di consiglio fissata per lunedì.
“L’acqua nei tre principali pozzi – ricorda il consigliere Francesco Serra – va oltre i venti mc per litro stabiliti nella deroga europea. Ci vogliono e subito i dearsenificatori”. Per questo, con il vice capogruppo Alvaro Ricci, preannuncia per lunedì la richiesta d’anticipo per discutere una mozione in cui si chiedono subito gli impianto e fino a quando tutto non sarà a norma, che le tariffe siano ridotte della metà.
“In un’affollata assemblea – continua Serra – un tecnico lo ha spiegato. Per gli impianti i tempi sono lunghi, non arriveranno prima di 15 mesi, due anni, mentre il Comune parla di tre mesi. Ecco perché il sindaco Marini deve agire subito. Perché l’acqua è da subito non potabile.
Deve acquistare i macchinari necessari, andando a trattativa privata. Vitorchiano lo ha fatto”. E si può fare anche nel capoluogo. “Si tratta – precisa Alvaro Ricci di un’anticipazione di fondi, come per le case dell’acqua. La spesa sarebbe di novecentomila euro, la trattativa privata è possibile. Non bisogna aspettare la Regione, poi i soldi torneranno indietro”.
Altrimenti: “I cittadini sapranno – ribadisce Serra – che su un tema così delicato, che riguarda la salute di molte persone, il Comune preferisce attendere.
Oggi a San Martino e Tobia l’acqua non è potabile. Sarebbe corretto che le tariffe fossero ridotte della metà, fin quando non ci saranno gli impianti”.
Il Comune recepirà? “Vedremo. Si capiranno le intenzioni già da lunedì. Se diranno no all’anticipazione del dibattito sulla nostra mozione, sarà chiara l’intenzione di non procedere”.
In consiglio comunale non è escluso che lunedì possa prendere parte anche una rappresentanza di cittadini. Perché le frazioni di Viterbo secondo il Pd, sono le Cenerentola dell’amministrazione Marini.
“Già quando c’erano le circoscrizioni si faceva poco – ricorda Alvaro Ricci – oggi non si fa più niente. Per anni il circolo di San Martino si è occupato della scuola di Tobia, inaugurata in fretta e furia prima delle elezioni, aperta a settembre e chiusa a dicembre”.
La storia è lunga e tormentata. Per le infiltrazioni d’acqua è suonata la campanella. Oggi della vicenda se ne sta interessando la Corte dei Conti, ma il Pd da tempo chiede che siano accertate le responsabilità.
“Vogliamo attenzione per le frazioni – precisa Ricci – una vecchia mozione chiedeva che parte dei soldi derivanti dalla cessione dell’ex mattatoio fossero spesi sul territorio, magari per riaprire il parco pubblico a San Martino, un tempo luogo d’aggregazione e feste, oggi chiuso e pericoloso.
Ma oggi non si pensa nemmeno all’ordinaria amministrazione e ci sono anche due consiglieri di maggioranza del posto.
Meno male che abbiamo un circolo Pd dinamico che lavora bene e fa sentire la sua voce”.
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