– Con una raccolta di 10 milioni e 179 mila euro e l’adesione di 413 soci, si è chiusa lo scorso 16 maggio l’offerta pubblica di vendita lanciata dal Comitato Promotore di Banca Sviluppo Tuscia. Il capitale sociale, superiore al quantitativo minimo indicato nel prospetto informativo, consentirà quindi di dar vita nel Viterbese ad un nuovo istituto di credito.
A dare notizia della chiusura dell’offerta e dell’esito della stessa è David Manzi, presidente del Comitato Promotore. Da segnalare che a Viterbo da oltre un secolo non si procedeva ad una sottoscrizione per dar vita ad una nuova banca.
Come si legge nel prospetto informativo, le motivazioni che hanno spinto i promotori alla costituzione di una banca sono quelle di creare un istituto di credito locale che investa il risparmio raccolto nelle iniziative economiche locali e la necessità di tutti gli operatori del luogo di ottenere servizi bancari tradizionali e servizi finanziari innovativi con elevati livelli di efficienza operativa. Tutto ciò nello spirito di fiducia e reciproca collaborazione che tradizionalmente ispira l’attività delle banche locali.
Il risultato raggiunto è frutto di un lavoro iniziato nel gennaio 2010, con la costituzione del Comitato Promotore. L’iniziativa ha tratto origine da alcune riflessioni sull’assetto del sistema bancario presente nella Tuscia e dalle necessità manifestate da molti esponenti del sistema economico e produttivo.
Nel corso di questi ultimi anni si è assistito ad una riduzione progressiva delle banche locali che, per loro decisioni strategiche, hanno preferito inserirsi in contesti bancari più ampi rinviando il potere decisionale delle loro scelte a strutture lontane dal nostro territorio e talvolta non sempre in grado di recepire le peculiari necessità del sistema economico e produttivo della zona. Pertanto, sulla percezione di queste necessità, un gruppo di imprenditori e professionisti che operano nell’area del Viterbese o che hanno una approfondita conoscenza di questo contesto hanno ritenuto opportuno dar luogo a questa iniziativa. Che ora, con la chiusura dell’offerta pubblica di vendita, compie un passo fondamentale.
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