Riceviamo e pubblichiamo – Leggo con profondo disappunto e un po’ di sconcerto il comunicato diramato dalla D’atri, della Soprintendenza per i Beni archeologici dell’Etruria meridionale, nel quale si dice che Ferento è un’area privata (prima pilatiana affermazione), che lo sfalcio dell’erba è stato fatto e che ben 31 visitatori hanno potuto godere di questo bene (in stato di abbandono e degrado). Forse era meglio tacere e non citare i numeri.
Disappunto, scrivevo sopra, per come vengono tenuti i nostri reperti, disappunto per come vengono gestiti, disappunto per come non vengono minimamente sfruttati: è una vera vergogna.
Ed è una vergogna Ferento come Castel d’Asso così come è scandaloso l’atteggiamento di chi è preposto a tutelare certi beni.
Per lavoro mi trovo spesso all’estero e, vedendo come vengono tenuti reperti assolutamente di minor pregio, la rabbia aumenta ogni volta che torno a Viterbo. Se fossimo negli Usa o nel Regno Unito posti come Ferento (come anche altre pregevoli aree) darebbero da campare ad almeno 50 persone.
Come rappresentante di una forza politica radicata sul territorio come La Destra non posso far altro che lanciare il mio grido di indignazione e rabbia.
Ma oltre a ciò credo che sia opportuno e necessario dare un segnale forte a tutti i concittadini: se le istituzioni non pensano a salvaguardare il nostro patrimonio, lo faremo da soli. Vorrà dire che raccoglieremo un gruppo di volontari e chiederemo il permesso per pulire noi i nostri beni.
Ma ovviamente non appena ciò sarà accaduto chiederemo alle autorità competenti di prendere seri e drastici provvedimenti nei confronti di chi dove tutelare i nostri beni culturali ed archeologici e non lo ha fatto.
E’ ora di smettere di utilizzare il tanto usato modo di fare, prettamente italico, di scaricare su altri le colpe o sul minimizzare tutto. Per agire in questo modo l’Italia soffre più di altri, specialmente in questi momenti di crisi.
Questo modo di agire farà si che i nostri figli avranno un futuro assai buio. E’ ora di cambiare, con forza, determinazione ed audacia.
Andrea Scaramuccia
Federazione Provinciale Viterbo
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