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Viterbo - Lo spettacolo di Eta Beta il 27 e il 28 maggio

Il giovane Francesco a Palazzo dei Priori

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–  Dopo il successo di “Pinocchio”, messo in scena il 13 e 14 maggio presso l’ex Tribunale di Viterbo, torna il teatro integrato di Eta Beta.

L’appuntamento è per venerdì 27 e sabato 28 maggio, alle 21,30, nel giardino di Palazzo dei Priori in piazza del Plebiscito, dove sarà messo in scena “Il giovane Francesco”, con la regia di Pierpaolo Palladino.

Per l’associazione Eta Beta, guidata dal presidente Aurelio Cozzani, l’esperienza teatrale costituisce ormai un punto cardine nelle attività di integrazione dei giovani diversamente abili. Avviato a Viterbo nel 1997 dal neuropsichiatra infantile Giorgio Schirripa, il teatro integrato prevede la presenza sul palco e dietro le quinte di attori, musicisti, volontari, educatori e costumisti.

La preparazione dello spettacolo ha visto consolidarsi la collaborazione tra gli educatori di Neuropsichiatria infantile della Asl di Viterbo, diretta dal dottor Marco Marcelli, e la cooperativa “Gli anni in tasca”, giunta al dodicesimo anno di attività. Lo spettacolo è stato realizzato con il sostegno del Comune di Viterbo, della Provincia e della Regione Lazio.

“Il giovane Francesco”, che vede il coordinamento educativo di Gianpietro Brizi e l’intervento professionale degli educatori Alberto Furlan e Francesca Loppi, è la terza opera messa in scena da Pierpaolo Palladino con i ragazzi di Eta Beta.

“Come nei due anni precedenti – spiega il regista – da novembre a maggio il costante lavoro di gruppo è stata la cifra stilistica del laboratorio che ha preceduto sia la scrittura del testo, nata da improvvisazioni coi ragazzi stessi, che il montaggio dello spettacolo finale.

Un cammino triennale che ha portato i ragazzi a confrontarsi prima con la coralità di ‘Brancaleone’, nel quale erano tutti impegnati in scena per l’intera durata dello spettacolo e poi con i ‘Racconti Improvvisati’ in cui alla coralità si aggiungeva il gioco dell’improvvisazione e del reciproco ascolto.

Quest’anno la terza fase consiste nello sperimentare oltre alla coralità e all’improvvisazione uno spazio scenico dinamico, rompendo la separazione tra palco e platea per un’azione teatrale condivisa direttamente con gli spettatori”.

Durante lo spettacolo il pubblico si muoverà dietro gli attori che agiranno su quattro palchi distinti nel giardino del Palazzo dei Priori, spostandosi continuamente da un punto all’altro ed alternando sia parti a memoria che azioni improvvisate.


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25 maggio, 2011

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