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– La tempesta si sta calmando, lentamente, ma si sta calmando.
E’ la conclusione del presidente Ferindo Palombella, analizzando i dati dell’undicesimo rapporto sull’economia viterbese. Con un pil che torna a crescere. Più 5% nel 2010 rispetto all’anno precedente, mentre nel Lazio la crescita è stata dell’1,7%.
Merito di più ore lavorative, di duemila occupati in più, maggiori investimenti da parte delle imprese. Ma anche perché si parte da livelli molto bassi.Toccato il fondo, si può soltanto risalire.
Il reddito pro capite a Viterbo ammonta a 23,608 euro. Restano comunque le criticità del sistema economico:infrastrutture inadeguate, poco export, troppe ditte individuali e difficoltà per l’accesso al credito. E soprattutto il tasso di disoccupazione nella Tuscia è ancora alto: 10,6%, seppure in calo rispetto all’11.7% del 2009.
Tiene il settore primario. “L’agricoltura – spiega il vice segretario della Camera di Commercio Francesco Monzillo – anche se negli anni il valore aggiunto è in calo, è un settore che si sta ristrutturando, con più efficienza e produttività”. Cala il manifatturiero, crescono i servizi alle imprese, turismo e somministrazione.
L’export fa segnare passi avanti (+17.74%), oltre la media nazionale (15,72%), ma sotto quella del Lazio (23.98%). Si tratta comunque di livelli lontani da quelli precedenti la crisi.
Si torna a esportare verso l’Europa (+20%), ma crescono anche gli Usa. La crescita più consistente è nel comparto alimentare (+101%) e quello primario (+33%). Il comparto ceramico rispetto al 2010 fa segnare + 1%, segnale di stabilità in un settore dove c’è una forte concorrenza di paesi dove il costo del lavoro è molto basso.
Se c’è un fattore che invece negli anni costantemente non si muove, è quello delle infrastrutture. “I valori non si spostano – dice Monzillo – forse dieci anni fa erano anche migliori. In questo campo l’intervento di privati è un elemento da prendere in considerazione”.
Le imprese sono propense a investire e crescono gli impieghi bancari (+13%), ma al tempo stesso aumentano le sofferenze (+17.4%), anche se meno che altrove.
Le imprese che dichiarano un esubero di personale sono passate dal 16.6% del 2009 al 13.6% del 2010, in diminuzione come quelle in difficoltà nel far fronte ai fabbisogni finanziari (dal 17 al 14%). C’è molta più attenzione verso fonti rinnovabili, risparmio energetico e recupero rifiuti.
Un capitolo a parte è stato dedicato all’imprenditoria femminile. “Le imprese – spiega ancora Monzillo – a giugno 2010 erano 9.899, circa il 30% del totale. Il lavoro in rosa però a Viterbo segna il passo. Le donne rappresentano solo il 38,1% contro il 71.1% di uomini. Dato che si rovescia se si analizza il numero dei disoccupati. Il 10.3% sono uomini e l’11.3 donne.
Anche per la difficoltà a entrare nel mondo del lavoro, nascono imprese.
Le motivazioni, infatti, sono nella necessità di un lavoro o perché si tratta d’impresa familiare che passa di generazione in generazione”.
In generale il sistema impresa nella Tuscia è in movimento. “Se è vero – dice il presidente della Camera di Commercio Ferindo Palombella – che il sistema locale nell’ultimo anno non ha subito gravi conseguenze, allo stesso modo a breve non possiamo contare su accelerazioni significative. Esistono criticità diffuse che vanno dalla scarsa dotazione infrastrutturale alle difficoltà d’accesso al credito e nonostante alcuni indicatori di segno positivo, siamo tra le ultime province di Nord e Centro e tra le prime del Sud.
Tuttavia c’è un elemento di novità che rilevo ed è una crescente consapevolezza, con una maggiore identità territoriale, il livello competitivo nel comparto agroalimentare, le opportunità nel turismo e gli standard raggiunti nel manifatturiero”.
A fare gli onori di casa, il segretario generale Franco Rosati. Per lui è l’ultima presentazione in questa veste, dal prossimo anno è previsto l’avvicendamento con Monzillo. Presente tutto il mondo imprenditoriale e politico della Tuscia alla sala conferenze della Camera di Commercio.
Il sindaco Marini ha portato il saluto al “suo” segretario Rosati, mentre Giuseppe Parroncini si è detto sorpreso di alcuni dati, tra cui la crescita del pil. “Dal mio osservatorio – spiega Parroncini – non vedo la ripresa, vedo sofferenza.
Problemi coi precari, la pubblica amministrazione non assume, nella sanità i turn over sono bloccati e se aumentano gli acquisti a rate e i negozi che comprano oro, una ragione c’è”.
L’assessore provinciale Paolo Bianchini punta sui giovani e sulla loro voglia d’impresa, aiutandoli a muoversi con le loro gambe, mentre il consigliere regionale Francesco Battistoni guarda in positivo a quanto fatto in un anno per il settore agricolo.
“Molto è stato fatto – precisa – queste iniziative sono un aiuto, ci danno le giuste indicazioni per andare avanti”.
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