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Viterbo - Il liceo penalizzato dai tagli della Gelmini

Quel “pasticciaccio brutto” del Ruffini

di Oreste Massolo
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Gli studenti nel recente sciopero

– Genitori in rivolta, arrabbiati e delusi ad un tempo; famiglie sconvolte.

Assemblea infocata l’altro giorno al liceo scientifico Ruffini: la preside aveva convocato i genitori per comunicare il disagio in cui si era venuta a trovare la scuola dopo che il ministero della Pubblica istruzione aveva comunicato che era stata autorizzata una sola classe del nuovo indirizzo in scienze applicate che prende il via dal prossimo anno scolastico.

Per il nuovo indirizzo era stata svolta un’ampia azione di promozione ed era stato fissato un termine per le iscrizioni, scaduto a gennaio: 113 i ragazzi che avevano scelto il corso.

Ora si viene a sapere che solo 25 studenti – una classe – possono essere ammessi; gli altri, se lo vogliono, possono frequentare i corsi normali con il latino o cambiare scuola, dopo una specifica autorizzazione.

La motivazione: mancanza di fondi.

Il ministro Gelmini non finisce di stupire e continua, tra un taglio e l’altro, a gettare la scuola pubblica nel caos.

Ora i 25 allievi saranno selezionati tra coloro che avranno ottenuto i voti migliori agli esami di terza media, con particolare attenzione ai voti riportati in matematica e scienze.

Quanto è accaduto è inaccettabile; di fatto si è stabilito un “numero chiuso” da molti criticato e respinto anche per l’università. Qui si sta parlando di ragazzini che hanno tredici anni e che dovrebbero già essere in grado di decidere il loro futuro! Assurdo, incredibile, vergognoso.

Si ignora o si calpesta la realtà; nelle famiglie vi erano state discussioni, confronti certamente non facili con i figli: ora si cancella tutto. Abbiamo scherzato e si ricomincia da capo.

Al termine della riunione, davvero infuocata, è stata sottoscritta una petizione, indirizzata, tra gli altri, al presidente della Provincia e al ministro Gelmini in cui si chiede l’autorizzazione a formare almeno tre classi, unica soluzione che può porre rimedio ad un brutto pasticcio, frutto di una sconcertante improvvisazione.

Spero che Fioroni, come apprezzato ex ministro della Pubblica istruzione, presenti sull’accaduto – ma il fatto, almeno credo, non è sicuramente limitato solo a Viterbo – un’interrogazione urgente.

Oreste Massolo


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31 maggio, 2011

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