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– “Riforme, Tremonti ci mette la faccia. Il culo continuiamo a mettercelo noi?”.
“Questa sera in tv si parla di sicurezza sul lavoro… Dove, su Porta a Porta?… No, a Chi l’ha visto?”.
“Nelle università ci sono 65mila precari… senza contare gli iscritti”.
La Cgil scende in piazza a suon di slogan, fischietti e cartelloni.
Il sindacato viterbese ha aderito allo sciopero nazionale nei settori lavorativi: dalla scuola alla sanità; dalla funzione pubblica all’edilizia. Tutti insieme per protestare contro le politiche del governo nel campo del lavoro e del fisco.
Appuntamento alle 9,30 in via Saragat, sede del sindacato, per poi percorrere via della Palazzina fino ad arrivare a piazza del Comune, dove dovrebbero svolgersi i diversi interventi tra cui quello del segretario provinciale Miranda Perinelli.
“Siamo scesi in piazza per due motivi: il lavoro e il reddito – esordisce il segretario -. Puntiamo a ottenere più interventi per la crescita occupazionale del paese per dare alle persone la possibilità di avere una vita più dignitosa.Ci sono troppe situazioni brutte a cui si deve porre rimedio.
Poi la riforma fiscale – continua -. Bisogna ridistribuire il reddito e per farlo basta adottare una semplice formula:far pagare di più chi ha di più e viceversa. Abbiamo diverse proposte, come tassare le ricchezze e le rendite patrimoniali. Bisogna avere il coraggio di fare queste scelte. Ma il governo sembra non ascoltare…”.
E’ di ieri l’approvazione del pacchetto economia che prevede, tra le altre cose, il rilancio del piano casa, semplificazioni burocratiche per le imprese e stabilizzazioni per i precari delle scuole. Un intervento che la Perinelli giudica positivo anche se non risolutivo. “ Credo sia solo un provvedimento di galleggiamento – commenta -. Siamo di fronte a una fase di stabilizzazione finanziaria.
L’Unione europea ci chiede di rientrare nei parametri economici e questo significa affrontare una manovra che va dai trenta ai quaranta miliardi.Serve prendere subito provvedimenti dal punto di vista fiscale. Speriamo sia un passo avanti verso la giusta direzione”.
A sfilare a fianco della Perinelli molti sindaci locali, tra cui Mauro Mazzola di Tarquinia, Italo Carones di Oriolo Romano, Mirco Luzi di Castiglione in Teverina e Livio Martini, vicesindaco di Corchiano.Hanno preso parte al corteo anche diversi esponenti politici: il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Parroncini, il segretario provinciale, Andrea Egidi, e il consigliere provinciale Alessandro Angellelli. E poi i responsabili dei diversi settori del sindacato.
Tra i manifestanti che sventolavano bandiere rosse, c’erano giovani vestiti con tute e mascherine per protestare contro il nucleare. Donne in fila con ombrelli rossi aperti e con su scritto: “Tasse”, “Povertà” e “Piove, governo ladro”.
Ma anche uomini con annunci funebri sul settore ceramico di Civita Castellana. E altri in sella a biciclette con il cartello “Sanità express” per mostrare, quella che secondo loro, è la vera faccia del settore sempre più trasformato dai tagli della Polverini.
“Dobbiamo chiedere con forza un intervento della politica e alle istituzioni – afferma il segretario Perinelli -. Tutti devono prendere in considerazione la grave crisi che ha colpito il Viterbese, già precario dal punto di vista del lavoro. Abbiamo ricchezze che non sono sfruttate. Penso alle Terme e alle bellezze architettoniche che, invece, potrebbero valorizzare il turismo.
Dobbiamo collaborare in questa direzione, creando un piano di sviluppo del territorio, perché abbiamo le possibilità e potenzialità per farlo – conclude -. Il punto di partenza sono sicuramente le infrastrutture che mancano da anni. Dobbiamo provvedere al più presto, perché Viterbo diventi una provincia collegata e soprattutto europea”.
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