Riceviamo e pubblichiamo – In data 27 aprile 2011 si è tenuto un acceso consiglio comunale dove è stata discussa e votata la deliberazione avente per oggetto la richiesta di mutamento di destinazione d’uso e alienazione dei terreni di demanio collettivo ricadenti nella variante al Prg vigente.
Bisogna innanzitutto spiegare ai cittadini che l’art.2, comma 2 della L.R. 3 gennaio 1986 n.1 afferma che “la Regione deve essere obbligatoriamente sentita prima dell’adozione del Piano urbanistico comunale generale o di varianti che interessino zone di proprietà collettiva di uso civico”.
Considerato che l’amministrazione con la delibera n.15/2011 ha chiesto alla Regione Lazio il parere di autorizzazione al mutamento della destinazione d’uso, anche di zone già mutate, ma in cui ricadono gli usi civici e pertanto “in sanatoria”.
Considerando inoltre che questo parere risulta obbligatorio nell’adozione di strumenti urbanistici generali e relative varianti, come riportato nell’art. 2 della L.R. n.6 del 27/01/2005 e come meglio specificato nel parere della Regione Lazio del 26 giugno 2007 a firma del direttore regionale Gino Settimi, mi sono posto più di una domanda e ho presentato un’interrogazione in vista del prossimo consiglio comunale: alla luce di quanto accaduto mi sono chiesto: Quali problemi ci sono stati nella pubblicazione della delibera avvenuta con netto ritardo?
Considerato poi quanto detto in premessa, a questo punto per la procedura di adozione della Variante al Prg si profila un vizio di legittimità?
Mi chiedo infine se sia solo una coincidenza che io abbia inviato in via telematica l’interrogazione il 17 maggio scorso e solo dopo questo fatto il Comune abbia pubblicato la delibera, approvata il 27 aprile 2011, quindi quasi un mese fa, all’albo pretorio.
Sergio Caci
Consigliere comunale
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