Riceviamo e pubblichiamo – L’Italia con un plebiscito ha detto “no” senza appello al nucleare e si mette di traverso alla più devastante politica liberista quella che ha provato a confiscare l’acqua, mettendola alla mercè dei privati, riducendola al pari di qualsiasi prodotto.
Un fatto non è confutabile: è stato un voto politico che ha sconfitto il partito delle privatizzazioni presente dentro e fuori il governo.
Sconfitti Berlusconi, Bossi e Confindustria ma anche coloro, nel centrosinistra e , in parte nel Pd medesimo ( che lo si ricordi non ha concorso alla raccolta delle firme per indire il referendum),ritengono tuttora che la gestione del servizio idrico debba essere attribuita, o almeno allargata, a soggetti privati.
Dobbiamo ringraziare, in primo luogo, i comitati promotori, i cittadini di questo maltrattato paese, i quali si vogliono smarcare dall’ipoteca e dalla morsa del berlusconismo.
C’è un’aria nuova che ci induce a credere in una nuova possibilità: ripartire dalla rete di protagonismo dal basso intorno ai comitati e la loro persistenza sulla scena pubblica.
Noi saremo al loro fianco e al loro interno, come lo siamo stati finora, con la modestia che si addice a chi punta al risultato, alla causa condivisa e non ad acquisire crediti e riconoscimenti.
Il mese che abbiamo alle spalle archivia la tesi secondo cui essendo l’italia un Paese orientato a destra, è realistica solo una politica moderata. Niente di più falso.
Di fatto gli accadimenti reclamanoaltre coerenze e premiano la passione di chi vuole provare a cambiare sul serio.
Partito della Rifondazione Comunista
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