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Riceviamo e pubblichiamo – Dopo l’annuncio della presenza di valori di arsenico alti nelle acque viterbesi, il Comune si è impegnato ad installare degli impianti di erogazione di acqua dearsenificata.
Lodevole iniziativa per arginare almeno parzialmente il problema di questo semimetallo presente nella rete idrica della città.
Fino a dieci giorni fa circa presso l’impianto situato dietro il centro commerciale “Tuscia” era possibile poter prelevare acqua (anche se solo da uno dei quattro “bocchettoni” presenti ma non ancora funzionanti). Questo in attesa che venisse data la possibilità di prelevare anche acqua refrigerata e gassata (queste ultime due categorie a pagamento rispetto invece a quella naturale a temperatura ambiente).
La questione è la seguente: sabato scorso mi sono recata al distributore, ma non mi è stato possibile riempire le bottiglie con acqua naturale a temperatura ambiente perchè nel frattempo evidentemente sono stati effettuati i lavori di messa a punto delle altre due categorie di acqua, a seguito dei quali anche per prelevare acqua naturale a temperatura ambiente è necessaria la tessera magnetica!
Tale tessera è acquistabile in un negozio vicino al distributore e costa 5 euro a fondo perduto. Piccolo particolare, il negozio in questione effettua i seguenti orari: lun-ven 9-19 sabato e domenica quindi se non hai la card non puoi prelevare acqua! Alla fine ho dovuto acquistarla al supermercato!
La mia domanda è una: ma l’installazione di questi impianti di dearsenificazione non dovevano essere delle opere di cui il Comune doveva sostenere l’onere? Perché dobbiamo pagare noi cittadini? Proviamo a moltiplicare 5 euro per il numero di famiglie viterbesi…
Vanessa Sansone
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