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Università della Tuscia - La parte scientifica affidata al professor Giuseppe Nascetti

Fondali protetti con il progetto Poseidone

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Progetto Poseidone
Progetto Poseidone
Progetto Poseidone
Progetto Poseidone

Riceviamo e pubblichiamo – Progetto Poseidone: Università della Tuscia e Assopaguro danno il via alla fase preliminare.

Ha avuto inizio ieri la prima fase del progetto Life-Poseidone, un progetto europeo ad alta valenza scientifica (ma anche di interesse pratico) messo in atto per proteggere alcune aree dei nostri fondali marino-costieri.

Quest’importante iniziativa è stata di recente attivata dalla Comunità Europea e da altri partner, tra i quali figurano anche la Regione Lazio, e la parte scientifica è stata affidata al professor Nascetti dell’ Università della Tuscia.

In pratica, due tratti dei fondali di Montalto sono stati inclusi tra i Sic (Siti di interesse comunitario) poiché in questi luoghi insistono delle praterie di Posidonia particolarmente intatte e quindi meritevoli di protezione.

La Posidonia oceanica è una pianta tipica dei fondali del Mediterraneo nei quali svolge alcune importanti funzioni: il complesso intreccio di rizomi alla sua base, ad esempio, consolida i fondali marini. Al suo interno, poi, sono numerose le specie animali che trovano riparo e che lì, si riproducono. Specie anche di fondamentale interesse economico per l’industria della pesca. Anzi, il posidioneto costituisce la più importante nurserey del Mediterraneo, fondamentale serbatoio di biodiversità marina.

Inoltre, tramite il processo di fotosintesi clorofilliana, un metro quadrato di prateria in buono stato può produrre anche 14 litri di ossigeno al giorno.

Ecco perché è fondamentale tutelare questo bene prezioso dalle aggressioni, dovute all’azione diretta ed indiretta dell’uomo. La più importante di queste deriva dalla pesca a strascico illegale che, pur essendo proibita su questi fondali, continua ad essere esercitata, specialmente in certi periodi dell’anno.

Ad evitare questa deleteria azione, verranno quindi posizionati sui fondali numerosi dissuasori antistrascico (550 esapodi), per evitare l’azione di raschiamento esercitata da questo tipo di reti.

Ma, prima di tutto questo, è necessario uno studio preliminare sulla consistenza, sullo stato e sulla biologia delle posidonie montaltesi.

A questo scopo durante l’ultimo week end, l’Equipe di ricercatori del Centro Ittiogenico Sperimentale Marino (Cismar), guidata dal professor Giuseppe Nascetti e i sub dell’Assopaguro di Montalto, hanno effettuato le prime ricognizioni. I sub si sono immersi nelle aree, dove i primi di Giugno sono stati rilasciati con successo i piccoli astici, nati presso i laboratori del Cismar ed hanno rilevato i limiti superiori ed inferiori della prateria nord, quella, per intenderci, situata tra la foce del fiume Fiora ed il confine toscano.

I ricercatori ed i sub dell’Assopaguro hanno mappato quindi tre aree del limite superiore (situate a 15 metri di profondità) ed individuato e picchettato il limite inferiore, che, in quel sito, si trova a circa 21 metri di profondità.

Sono quindi stati presi i dati relativi a temperatura, torbidità, consistenza del fondale, stato di salute delle piante ed il loro numero per metro quadrato, nonché la presenza di altre specie. Alla fine sono stati prelevati alcuni esemplari per le analisi genetiche.

Tutti questi dati verranno valutati nei laboratori del Cismar e costituiranno l’importante base dalla quale partire affinché il complesso progetto abbia successo.

Si tratta di un auspicio di fondamentale importanza, poiché la salute del “mare nostrum” e quindi la sua produttività (anche in termini economici), dipendono in gran parte dalla salute delle praterie di Posidonia.

Vittorio Gradoli
Presidente dell’associazione subacquea Assopaguro di Montalto


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27 giugno, 2011

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