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Politica - Casini attacca Berlusconi e rampogna la sinistra

“Il rischio è ancora il populismo”

di Giuseppe Ferlicca
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Pierferdinando Casini (Udc)

Pierferdinando Casini (Udc)

Pierferdinando Casini (Udc)
Gianmaria Santucci (Udc)

Gianmaria Santucci

Ugo Gigli con Cesa

Ugo Gigli con Cesa

Casini con Nando Gigli

Casini con Nando Gigli

– Arriva Pierferdinando Casini e la sala convegni si riempie. Solo posti in piedi e scarseggiano pure quelli.

Il leader Udc entra nella sala di Pianeta Benessere e scatta il rito della foto. Non solo quelle ufficiali per i giornali, ma sopratutto con simpatizzanti e iscritti. Acclamato quasi come una rockstar, se solo quel mondo non fosse così distante dal suo (gallery).

L’incontro voluto dall’Udc di Viterbo ha visto in prima fila oltre a Casini, anche il segretario nazionale Lorenzo Cesa, l’assessore regionale Ciocchetti, il consigliere Carlino e ovviamente tutto il centro politico viterbese. Da Rodolfo Gigli in giù. Ospite il sindaco Giulio Marini che durante l’incontro ha dovuto mandare incassare qualche attacco rivolto al suo partito. Magari per scusarsi Casini accetterà l’invito del primo cittadino per venire a Viterbo il tre settembre.

E’ stato pure avvisato: “Quest’anno è di sabato”. Niente scuse. L’appuntamento è stato organizzato per fare il punto politico locale e non. Ma prima, tutti in piedi per l’inno nazionale.

Per la regola dell’ospitalità, apre Marini con un saluto per ricordare come alla sua prima campagna elettorale, nel 1997, in un cinema del capoluogo c’era pure Cesa e a un certo punto gli cadde il microfono. Lo interpretò come di buon auspici, infatti vinse contro Nardini in Provincia. Ieri sera il microfono non è caduto. Per fortuna a breve non si torna al voto. C’era pure Santucci in platea. All’epoca molto giovane e forse poco esperto.

“A noi qualche dubbio venne – scherza ricordando quell’episodio- quando il microfono cadde, ma poi fu un successo”. Oggi a distanza d’anni le strade si sono separate, anche se solo in parte. In Comune l’Udc è all’opposizione e in Provincia governa con il Pdl.

Anche Cesa – spiega Santucci – mi ha chiesto cosa succede a palazzo Gentili. Noi responsabilmente siamo fedeli al patto sottoscritto. Sosterremo l’amministrazione finché sarà utile. Ma da qui a dire che non ci rendiamo conto delle difficoltà, ce ne passa. Se riterremmo che la nostra presenza non sia utile, non resteremmo un giorno in più”.

Quindi saluta gli esponenti del terzo polo presenti, da Claudio Taglia a Marcello Mariani, passando per Regino Brachetti.

Rodolfo Gigli sposta l’attenzione sul comune capoluogo. “Il nostro è un atteggiamento responsabile – osserva Gigli – un’opposizione non faziosa. Voglio sgombrare il campo da equivoci, perché in questi giorni ho sentito strane voci. Noi non entriamo in giunta. Siamo in minoranza, così hanno voluto gli elettori. E ci rimaniamo, anche perché non vediamo elementi di novità. Il futuro è nelle ginocchia di Giove.

In Regione, invece, siamo legati con la presidente Polverini da un accordo programmatico che è la base dei rapporti politici nel complesso”. (video)

Dopo Comune, Provincia e Regione, a Casini il Governo nazionale. “Non ce l’ho con Berlusconi – spiega Casini – ma con il fatto che la sua rivoluzione liberale non l’abbia mai attuta. Oggi dal populismo di destra si rischia di passare a quello di sinistra. A Napoli non è certo colpa di De Magistris se c’è l’immondizia per le strade.

Il sindaco vuol aumentare la differenziata. Benissimo. Ma intanto trovi le discariche per i rifiuti. Dobbiamo farci carico di scelte impopolari che nessuno vuol fare. Noi siamo per abolire le Province. In campagna elettorale lo dicevano tutti, in Parlamento siamo soli. La richiesta di ministeri al Nord è il fallimento politico della Lega. Lì la gente chiede meno burocrazia. Ed è sbagliato prendersela con Tremonti per la politica economica. I tagli lineari si fanno perché non si ha il coraggio di fare scelte impopolari”. (video)


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28 giugno, 2011

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