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Viterbo - A piazza del Gesù alle 22 la rievocazione storica

Omicidio di Enrico di Cornovaglia, oggi il processo

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Severo Bruno

Severo Bruno

– Omicidio di Enrico di Cornovaglia, oggi il processo. Appuntamento in piazza del Gesù alle ore 22 per assistere alla rievocazione, sotto forma di processo storico, dell’omicidio di Enrico di Cornovaglia avvenuto durante il peridio che rese celebre Viterbo, il conclave.

I protagonisti della vicenda sono Enrico di Cornovaglia, Guido e Simone di Montfort. Discuteranno del fatto l’avvocato Elena Gallo e il preside della facoltà di Conservazione di Beni culturali Alfio Cortonesi proprio nel centro storico di Viterbo, dove la vicenda ebbe inizio.

L’avvocato Elena Gallo sarà il legale per la difesa dei due figli del conte di Leicester.

Pubblico accusatore sarà l’avvocato Severo Bruno, che ripercorrerà la responsabilità dell’uccisore e l’efferatezza del delitto. Ma senza banalizzare il male. “Nell’affrontare il processo pubblico relativo all’uccisione di Enrico di Cornovaglia provo una grande curiosità  – dice Severo Bruno – per quelle che saranno le reazioni alla nostra rievocazione storica. Se i fatti del secolo XIII sono arcinoti, muta nel tempo la sensibilità degli spettatori che li sentono rievocare. In tempi televisivi, inoltre, questa sensibilità è più accentuata, visto che la conoscenza di problemi e la loro vicinanza per immagini, ci rende tutti un po’ più giudici.

Teoricamente non si avvertono difficoltà per l’accusa, considerato il giudizio dei contemporanei già espresso, degli storici che hanno studiato il caso e della Chiesa che in quel tempo condannò il reo Guido di Montfort. Ma tutto questo non basta a tenerci tranquilli perché è sufficiente un inappropriato richiamo agli usi del tempo, per banalizzare il comportamento del reo”.

La storia narra che il tragico incontro fra Enrico e i figli di Riccardo avvenne a Viterbo a seguito dell’arrivo in città, l’11 marzo 1271, di Carlo I d’Angiò, re di Sicilia, e di Filippo III l’Ardito, re di Francia. Carlo e Filippo avevano deciso di far tappa a Viterbo per dare una scossa ai lavori del conclave che da tempo si trascinava.

Del corpo militare al seguito dell’angioino facevano parte Guido e Simone, di quello che accompagnava Filippo, il giovane Enrico. I due fratelli approfittarono dell’inattesa circostanza per vendicare sul congiunto del re d’Inghilterra l’uccisione del padre Riccardo per mano delle truppe regie.

La mattina del 13 marzo Enrico, mentre assisteva ignaro alla celebrazione della messa, venne assalito dai due fratelli che più volte lo trafissero di spada mentre cercava rifugio sull’altare. Il suo corpo fu poi trascinato da Guido fuori dalla chiesa per infliggergli lo stesso trattamento riservato al cadavere del padre.


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30 giugno, 2011

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