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Per Gabriele Pillon, Raimondo Chiricozzi, Ennio La Malfa, Giacomo Traini potrebbe essere il fulcro che rilanci l'economia della Tuscia

Interporto di Orte, un’ottima occasione

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Riceviamo e pubblichiamo – L’Alto Lazio e in particolare la provincia di Viterbo sono ad un bivio.

Finora sono stati di fatto la periferia della periferia della grande capitale, senza una dimensione economica propria e sottoposte alle scelte che di volta in volta da Roma venivano prese sulla teste dei suoi abitanti.

L’economia era ed è ancora in funzione di Roma, in una realtà che non possiamo che definire romano-centrica.

Ma questo stato di cose non può più durare, pena il sempre mancato sviluppo del viterbese. Per questo motivo riteniamo siano necessarie iniziative che facciano fare un salto di qualità alla politica facendola tornare a sede di dibattito e di progettazione del territorio.

Crediamo che l’Alto Lazio debba porsi come cerniera tra le regioni vicine  (Umbria, Marche, Abruzzo, bassa Toscana, zona nord della provincia di Roma), sviluppando quelle infrastrutture che allentino la soffocante presenza della grande capitale.

E’ in questo senso che valutiamo positivamente l’imminente entrata in funzione l’Interporto Centro Italia di Orte, ritenendo che il convegno di presentazione di questa infrastruttura di giovedì prossimo a Viterbo, rappresenti per la politica locale una occasione importante.

L’Interporto Centro Italia e il porto di Civitavecchia sono i cardini che l’alto Lazio dispone per darsi finalmente una dimensione diversa dalla subordinazione a Roma, attraverso un riequilibrio del territorio che veda la definizione geografica e costituzionale di una area territoriale, che abbiamo definito Area Tuscia Etruria, omogenea e capace di fare massa critica a livello di scelte politiche.

Affinché l’Interporto Centro Italia svolga in pieno la sua funzione occorre, però, collegarlo attraverso la ferrovia al porto tirrenico da un lato e dall’altro al Mar Adriatico. E’ per questo che sosteniamo e lo faremo al convegno di Giovedì a Viterbo la priorità assoluta di andare in tempi brevi alla riapertura della ferrovia Civitavecchia Capranica Orte. Ferrovia che si configurerebbe come la linea ferroviaria dei due mari e cioè Civitavecchia Terni Ancona.

Dobbiamo evitare il rischio che l’Interporto Centro Italia, pur essendo localizzato nel viterbese, serva solo agli Umbri.

Insieme alla Civitavecchia Orte, sempre nell’ottica del riequilibrio e sviluppo territoriale proponiamo anche la realizzazione dell’anello ferroviario Circumcimina, vera rivoluzione per la mobilità viterbese.

La politica deve quindi fare questo salto di qualità, comprendendo che questa occasione che di fatto apre  l’alto Lazio all’Italia non deve essere fatta cadere.

Gabriele Pillon
Raimondo Chiricozzi
Ennio La Malfa
Giacomo Traini


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27 giugno, 2011

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