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Viterbo - Scovate truffe telefoniche dalla Digos

“La tua nuova linea è attiva dal…”

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<p>Monia Morelli</p>

Riceviamo e pubblichiamo – Se tempo indietro, qualche utente di telefonia TIM ha ricevuto sul proprio cellulare un sms simile pur non avendo attivato alcuna nuova utenza, ci sono buone possibilità che i suoi dati personali siano finiti nelle mania di malfattori.

Difatti, la Digos della Questura di Viterbo, nell’ambito delle sua attività istituzionali finalizzate anche al contrasto delle attività terroristiche e/o eversive ha accertato un’attività criminosa commessa in danno di gestori di servizi di telefonia mobile, ma anche, di alcune centinaia di privati cittadini, principalmente domiciliati in questa provincia, che a loro insaputa, sono diventati intestatari di utenze telefoniche cellulari mai entrate nella loro disponibilità.

Il sistema escogitato era relativamente semplice; un imprenditore della telefonia mobile operante in questa provincia, ha ben pensato di riutilizzare alcune delle numerosissime copie di documenti di identificazione delle quali era venuto in possesso in relazione alla regolare attivazione di utenze telefoniche, principalmente della Vodafone e della Wind.

Utilizzando dette copie di documenti, con la compiacenza di uno o più gestori di negozi del circuito TIM, venivano attivati dei falsi contratti di telefonia mobile le cui utenze dopo un brevissimo periodo, usufruendo dell’opzione della portabilità cambiavano gestore verso Vodafone procurando così dei benefici all’ultimo operatore di telefonia il quale verosimilmente percepiva dei premi dalla compagnia telefonica per gli obiettivi raggiunti avendo apparentemente sottratto clienti ad altro operatore.

A parte la gravità del fatto di aver utilizzato fraudolente generalità altrui, l’interesse degli investigatori è stato particolarmente attirato dai possibili utilizzi illeciti delle suddette utenze telefoniche ”pulite”, cioè non riconducibili all’effettivo utilizzatore, e quindi usate per la commissione di diversi reati.

Sono tuttora in corso accertamenti finalizzati al rintraccio delle schede eventualmente in circolazione e all’accertamento di eventuali responsabilità nei confronti dei soggetti che hanno aiutato il sopra citato imprenditore.

Per ulteriori informazioni rivolgersi alla Digos,  dottoressa Monia Morelli.


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4 giugno, 2011

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