Riceviamo e pubblichiamo – Non si può pensare di continuare a intervenire sul sistema pensionistico e sui pensionati di oggi e di domani per risolvere i problemi del Paese e dei conti pubblici.
Occorre invece proseguire nel contrasto all’evasione e all’elusione fiscale e attuare una vera razionalizzazione della spesa pubblica, eliminando gli sprechi, abolendo i privilegi, riducendo i costi della ‘cattiva’ politica.
Da queste voci possono venire ingenti risorse per il rilancio del lavoro, dello sviluppo e del Paese; per una seria riforma fiscale, che riduca le tasse ai lavoratori dipendenti e ai pensionati; per una legge quadro nazionale, adeguatamente finanziata, a tutela delle persone non autosufficienti.
In questo modo è possibile restituire potere d’acquisto ai lavoratori e ai pensionati.
Quasi la metà dei pensionati italiani, soprattutto donne, riceve ancora pensioni di importo inferiore ai mille euro. Il loro potere d’acquisto è eroso anno dopo anno, mentre l’inflazione cresce.
E chi ha la sfortuna di diventare non autosufficiente ha bisogno di assistenza e servizi continuativi, che oggi, soprattutto al Sud, è costretto a pagare interamente di tasca propria.
Se oggi c’è bisogno di interventi sulle pensioni in essere, questi vanno fatti per migliorare la vita dei tanti milioni di pensionati che vivono in condizioni di difficoltà e che continuano comunque a svolgere un ruolo fondamentale all’interno delle famiglie, di sostegno ai redditi di figli e nipoti che in questo periodo di crisi hanno perso o non trovano lavoro.
Franco Palumbo
Segretario provinciale Uil pensionati
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