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Provincia - Documenti - L'intervento del presidente in consiglio

Meroi: “Non accetto lezioni da voi”

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Il presidente della Provincia Marcello Meroi

Riceviamo e pubblichiamo – Mi scuso per non aver potuto ascoltare l’intervento del presidente Piero Camilli, che conosco, che stimo e che apprezzo da sempre, ma avrei gradito che, dato che si è aspettato per venti minuti il capogruppo del Pd Federico Grattarola, si fossero attesi anche tre minuti per l’arrivo del presidente della Provincia. Pazienza. Francamente diffido, e ho sempre diffidato, di chi elogia l’avversario solo in determinati momenti.

Rispetto Piero Camili, di cui condivido alcune valutazioni e considerazioni senza dubbio obiettive. Mi unisco anch’io all’appello dei consiglieri affinché egli continui a svolgere il suo ruolo che è certamente a tutela di tutti. Credo, del resto, che ci sia sempre spazio per i ripensamenti.

Piero Camilli è un uomo libero, e posso dire con estrema serenità che io lo sono altrettanto, non essendo né ostaggio di nessuno, né una vittima. Prima di far parte della maggioranza sono stato orgogliosamente esponente dell’opposizione, mi ricordo bene cosa affermavano allora dalla minoranza e sinceramente sentirmi fare la lezione da loro oggi mi arreca anche un po’ di fastidio.

Ho dimostrato la mia libertà quando nel 1999, nonostante risultati elettorali sempre ampiamente favorevoli che avevano nel tempo premiato le mie candidature, non mi sono ripresentato per la carica di sindaco di Viterbo. Garante delle scelte libere, una volta divenuto deputato mi sono dimesso da presidente del consiglio comunale di Palazzo dei Priori.

Mi si permettano quindi alcune considerazioni. In riferimento alle affermazioni del consigliere Grattarola, dico che ha ragione il consigliere Francola quando sostiene che in alcune situazioni è inutile rinfacciarsi certe scelte. Io, però, lo posso fare, perché non ho né amici né congiunti tra i 113 precari dell’amministrazione provinciale, e non mi importa se sono stati assunti nel 2010 a cinque giorni dal voto o sei anni fa. Atteggiamenti cialtroneschi di questa foggia non mi riguardano: Marcello Meroi sui precari non ha mai speculato. Mi chiedo, però, una cosa: dove eravate tutti quanti quando all’unanimità questa Provincia ha scelto insieme il percorso trasparente culminato con la graduatoria stilata dai tecnici di Tor Vergata?

La collaborazione pare sia finita quando si è capito ciò che già si sapeva dall’inizio, e cioè che non ci sarebbe stato spazio per tutti. Allora ecco che non siamo più amici, che non la pensiamo più allo stesso modo e che ricominciano gli attacchi per difendere uno dei dodici rimasti fuori.

Di fronte a queste prese di posizione ricordo che io, solo io insieme a pochissimi altri, ero a favore del concorso pubblico, unica scelta che avrebbe davvero tutelato tutti. Non è accettabile che in questa sede si difendano i beneficiari di certe procedure, perchè sono pagati con soldi pubblici, pur essendo privi in certi casi anche dei requisiti. Chi ha sforato il bilancio per inserire negli uffici i precari, e mi limito a parlare dei soli interinali, non è stata la giunta Meroi. Io a difendere queste operazioni non ci sto: se si ha bisogno degli assegni sociali, ci si rivolge agli enti pubblici attraverso altri canali, non tramite quelli usati da chi con Grattarola ci ha preceduto alla guida della Provincia.

Dove eravate tutti quando questa assemblea ha votato le scelte in tema di politica ambientale, quando tutti insieme abbiamo detto no al nucleare? Il consigliere Luzi, sindaco di Castiglione, un’amministrazione non certo grande come la Provincia, ci critica per non aver ancora approvato il bilancio, pur se il termine ultimo previsto dalla legge è il 30 giugno.

Ma neanche lui l’ha ancora approvato nel suo Comune, mi risulta. E mi risulta pure che il consigliere Luzi, dichiaratosi a favore dell’acqua pubblica, non sia ancora entrato in Talete. Io, e solo io, ho il coraggio di affermare su Talete cose che nessuno vuole dire, e cioè che servono scelte coraggiose, perché la partecipata così non funziona.

Se la Regione Lazio non manda fondi, se tutti i Comuni non entrano, se si continua con questa struttura, la Talete non può funzionare. Voi, consigliere Luzi, queste cose quando mai le avete dette? Quando mai voi avete avuto il coraggio, in difesa del territorio, di attaccare l’ex presidente della Regione, Piero Marrazzo, anche su vicende decisamente molto gravi, come noi stiamo facendo invece con la giunta Polverini? Proprio ieri ho detto di no ad una richiesta della Pisana di partecipare ad una commissione dedicata alla vicenda rifiuti: non parteciperò a nessuna seduta fino a quando l’assessore delegato non mi riceverà, e faccio questo andando pure contro la mia parte politica, perché io il territorio della Tuscia lo difendo così, con questo coraggio. E lezioni da voi non le accetto.

Piero Camilli ha posto un problema. Oggi qui parliamo di crisi, ma la crisi si verifica quando in una maggioranza manca la condivisione su progetti, azioni di governo, e idee. Non si può parlare di sola crisi del Pdl, che senza dubbio vive un momento difficile, quando la crisi è della politica in generale. Pensate che alla gente comune, ai cittadini, interessi davvero delle discussioni interne? Le persone fuori hanno un senso di ripulsa per simili questioni, e ce lo dimostrano.

La maggioranza di Palazzo Gentili deve verificare, attraverso un percorso che stiamo portando avanti da qualche tempo, se c’è la possibilità di giungere ad un sereno superamento delle distanze. Ma questo non è sufficiente. Piero Camilli lo sa: se, come credo, le sue dimissioni saranno irrevocabilmente mantenute, ritengo che per la Provincia di Viterbo sia arrivato il momento del rilancio dell’azione politica della maggioranza.

Si sappia, lo ripeto con chiarezza, che io non arretrerò di un centimetro nella mia posizione di critica alla Regione Lazio, se essa continua a porsi in questo modo poco rispettoso dei rapporti istituzionali con gli enti locali. Questa distanza è inaccettabile. Basta con questo teatrino della politica, basta con questa mancanza di volontà di trovare sintesi responsabili.

Sono uomo di parte, lo sono sempre stato al contrario di chi ha cambiato casacca durante il proprio percorso. Ma sono stanco. Anche io, al termine di ogni giornata, mi pongo le stesse domande che si fa Piero Camilli: le ventiquattro ore spese oggi sono state positive? Ho svolto bene il mio compito? Spero di poter tornare presto a rispondermi di sì. Spero di non dover continuare a riscontrare quanto spesso manchi la volontà di trovare quella soluzione che permetterà a tutti noi di risponderci ancora sì. E che allo stesso tempo consentirà ai cittadini di tornare ad appassionarsi di una politica che ha a cuore i temi importanti per il territorio e per la sua gente.

Marcello Meroi
Presidente della Provincia di Viterbo


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15 giugno, 2011

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