Riceviamo e pubblichiamo – La differenziata continua a mietere polemiche. Dopo la segnalazione di un’area, nella zona del fiume Marta, in cui più che un punto di raccolta sembra essere in una discarica mi sento in dovere come concittadino di intervenire sull’argomento e che già da alcuni mesi avevo segnalato una situazione anonima all’ospedale.
“Nulla è stato fatto per risolvere tale problematica. Non è accettabile che all’ospedale di Tarquinia ancora oggi non si faccia la raccolta differenziata e che sin dalle prime ore del mattino i cassonetti posti all’interno del perimetro del nosocomio, tracimino dando un senso di abbandono e di sporcizia poco consono al luogo. Ora mi domando perchè il direttore sanitario che molte volte ho contattato telefonicamente, invece di pensare al Festival della Complessità non ponga rimedio a questa grave situazione.
Mi sento di sollevare anche altre problematiche. “I cassonetti per la raccolta differenziata consegnate ai condomini emettono odori nauseabondi, nonostante i cittadini stessi provvedano autonomamente alla loro disinfestazione e pulizia. Tengo a precisare che la mia non vuole essere una critica indirizzata agli operai della ditta incaricata, al quale va la mia più grande stima per il lavoro che quotidianamente svolgono, ma vuole essere una segnalazione affinché nel futuro non si verifichino più simili mancanze.
” E per quanto concerne il centro storico faccio presente che sui cassonetti ancora è ben visibile un necrologio che indica il 15 gennaio come termine ultimo in cui sarebbe iniziata la totale raccolta differenziata.
Da quel giorno hanno fatto in tempo a risorgere più volte a testimonianza di come questo piano sia stato fatto con molta superficialità, senza analizzare tutte le possibili criticità che poi si sono puntualmente presentate.” Una parentesi sul lido. “Il lungomare sta divenendo invivibile. Dai tombini si alza un odore insopportabile, nonostante questo problema si riproponga ogni anno.
Chiedo all’Assessorato preposto di intervenire, prima che sia troppo tardi.
Ricordo che Tarquinia vive di turismo e di agricoltura, non di strisce blu e carbone.
Bruno Catini
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