Riceviamo e pubblichiamo – Nuova iniziativa dei due circoli viterbesi di Rifondazione comunista (Circolo di Viterbo e Circolo della Conoscenza), questa volta incentrata sul tema del nucleare.
Dopo un’intensa e animatissima campagna referendaria nelle piazze della città, con volantinaggi, concerti, flash mob, e sit-in di distribuzione materiale informativo, il partito della Rifondazione comunista ha scelto la Libreria del Teatro per approfondire il tema del nucleare, smentendo nei fatti il pregiudizio diffuso per cui sarebbero l’emotività e il catastrofismo i principali moventi degli antinuclearisti.
Al contrario, davanti a una larga platea, attenta e partecipe, i tre relatori della conferenza di lunedi pomeriggio, che portava il titolo emblematico di “Nucleare: a chi conviene?”, hanno scelto di affrontare il problema in modo incisivo, ma con estrema pacatezza, con dovizia di fonti e riferimenti testuali.
Luigi Pulcinelli, dell’associazione AsSur, ha snocciolato e contestato alcuni triti luoghi comuni intorno alla presunta economicità e sicurezza del nucleare, mostrandone l’assoluta inconsistenza. Il viterbese Sandro Ercoli, docente di fisica, si è concentrato sul tema delle energie rinnovabili, in una relazione rigorosa sotto il profilo scientifico ma anche ricca di spunti a carattere etico – circa l’esigenza di un diverso modello di sviluppo, di consumo energetico, e di distribuzione delle ricchezze.
Infine il fisico Francesco Polcaro (Associazione Scienziati per il Disarmo) ha esposto la stretta relazione fra uso civile e uso militare del nucleare, per cui di fatto – e storicamente – lo sviluppo del nucleare civile è sempre stato funzionale al rafforzamento dell’industria bellica del nucleare.
E in una congiuntura storica in cui l’Italia è attualmente in guerra, senza che la cosa faccia più notizia (perché anche in Libia ci raccontano di una “missione di pace”), l’impegno per il Sì al referendum assume una valenza particolare.
Non solo perché l’energia nucleare è, al livello attuale delle conoscenze scientifiche, antieconomica, poco funzionale e estremamente dannosa (oltre a lasciare aperto il problema delle scorie). Ma anche perché intorno al nucleare civile si gioca una partita che civile non lo è affatto: quella della guerra, della corsa agli armamenti, della tecnologia militare, del profitto ricavato dalla morte e dalla distruzione – una partita che solo un sussulto di dignità democratica potrà incrinare.
Partito di Rifondazione Comunista – FdS
Circolo della Conoscenza
Circolo di Viterbo
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