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Viterbo - Il Partito di Rifondazione comunista contro i manifesti del Comune

Prc, Ronciglione offende le donne

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Riceviamo e pubblichiamo – La ricorrenza dei 150 anni dell’unità d’Italia dovrebbe essere motivo e occasione di fare un bilancio delle conquiste civili e dei progressi sociali ottenuti in più di un secolo e mezzo di lotte.

Quella dell’emancipazione delle donne, della loro conquista dei diritti umani è stata una battaglia tutt’altro che facile: il diritto di voto nel dopoguerra ha rappresentato infatti solo l’inizio del cammino verso l’autodeterminazione della donna in un contesto sociale che nel comune sentire ha considerato la donna alla stregua di un animale domestico.

Dopo centocinquant’anni le recenti iniziative che si sono tenute e si terranno nella Tuscia ci costringono a considerazioni deprimenti e sinceramente disarmanti, inspiegabili se non nel contesto di un impoverimento culturale tanto più pericoloso quanto normalizzato: il declassamento della donna a semplice corpo in vendita, a massa di carne tanto più attraente quanto muta e ridotta a bestia da soma, a merce di consumo.

Emblema di questo baratro culturale è stata le recente campagna di pubblicizzazione della “festa della merca” di Tarquinia, nella quale il marchio a fuoco sulle spalle di una donna costituisce il richiamo inconfondibile alla marchiatura delle vacche.

Ancora più grave se possibile risulta l’iniziativa del Comune di Ronciglione che, con il patrocinio di Provincia e Regione (che già avevano sostenuto la merca tarquiniese) organizza un’iniziativa di celebrazione dei 150 anni nella quale campeggia in bella mostra l’associazione donne – motori e si sponsorizza una “lotta nel fango di bellissime ragazze”. “Carnezzeria”. Decadente e becera, umiliante tanto più che le stesse istituzioni, che disinvestono a tutti i livelli nelle politiche di tutela e autodeterminazione della donna, se ne fanno promotori. Vergogna.

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Viterbo


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24 giugno, 2011

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