![]() Palazzo Gentili |
Ore 14 – La riunione dei capigruppo convocata subito dopo il consiglio provinciale ha stabilito la prossima seduta per il 24 giugno.
In quell’occasione sarà eletto il nuovo presidente del consiglio che dovrà sostituire Piero Camilli. La maggioranza ha una settimana di tempo per trovare l’intesa su un nome tra Fracassini, Cuzzoli o Staccini.
Ore 12,55 – Arrivano le conclusioni di Marcello Meroi.
“Non ho potuto ascoltare le dimissioni di Camilli. Abbiamo aspettato venti minuti il capogruppo Pd – dice Meroi – si potevano aspettare due minuti il presidente. Pazienza.
Rispetto Camilli, condivido alcune considerazioni e mi unisco all’appello dlecchi vuole che continui nel suo ruolo. Non credo che conoscendolo sia possibile.
Solo una cosa vorrei dire a Piero. Se lui è uomo libero, chi vi parla lo è ancora di più. Ho dimostrato d’essere uomo libero e non in ostaggio, già quando avevo la possibilità nel 1999 di fare per la seconda volta il sindaco di Viterbo. Mi dimisi, libero e non ostaggio.
Sono stato l’unico amministratore che il giorno in cui è stato eletto parlamentare della Repubblica si è dimesso dal consiglio comunale.
Potendo fare scelte, credo d’essere garante delle future scelte”.
I precari. “Io qui non ho fratelli, amici, concittadini tra i precari della Provincia e non mi interessa quando sono stati nominati. Poco prima delle elezioni o sei anni fa.
Meroi con i precari non ha mai speculato e tutti voi dove eravate quando ci siamo messi d’accordo su un progetto fattogestire da un autorevole rappresentante istituzionale quale l’università? Stabilito il tutto è tornata l’intesa, fino a quando ci siamo accorti che spazio per tutti non c’era. Perché c’era qualcuno da difendere.
Io ero favorevole al concorso pubblico, unico modo chiaro per inserire personale. Se ci sono persone entrate con modi che non rientrano nelle procedure, si deve operare. A prescindere da chi sia e da dove venga. Perché sono pagati con i soldi pubblici. Non di privati.
Chi ha sforato di un milione di euro il bilancio per gli interinali, non è stata l’amministrazione Meroi.
Chi ha bisogno d’assegno sociale non viene inserito in organico perché amico di qualcuno.
Come Provincia abbiamo fatto scelte importanti, su politica ambientale, detto no al nucleare.
Visto che Luzi mi dice che non abbiamo approvato il bilancio, quando lo hai approvato nel tuo comune? Visto che si festeggia l’acqua pubblica, il tuo comune è entrato in Talete?
Non facciamo demagogia. Io ho avuto modo di dire cose che voi non avete nemmeno pensato.
Talete non funziona. I comuni virtuosi non entrano. O la Regione finanzia, o la situazione cambia o non si va avanti. Quando avete avuto il coraggio di attaccare il presidente Marrazzo come abbiamo fatto noi con la Polverini su temi che non approviamo?
Lezioni su metodo e correttezza non li accetto.
Camilli ha posto un problema politico. Noi nella nostra maggioranza ce lo siamo posto. Se Piero mantiene la sua scelta, è il momento per rilanciare l’azione politica. In un momento difficile, perché non intendo arretrare da un atteggiamento critico verso la Regione se mantiene un rapporto costituzionale così lontano.
Oggi per parlare con un assessore, è come parlare con Sua Santità. Inaccettabile.
Quando si parla di voglia e volontà di andare avanti, dico che la voglia è direttamente proporzionale alla volontà di trovare soluzioni. Nel momento in cui mancasse la volontà di trovare soluzioni, quella voglia verrebbe meno. Sono certo che le risposte alla gente arriveranno”.
Camilli ringrazia tutti. “Per la stima e l’affetto mostrati – dice Camilli – ma quello che ho deciso è irrevocabile”.
Come chiesto da Mantuano (Pdl) il consiglio si chiude, convocando la conferenza dei capigruppo per decidere la prossima seduta, stabilendo la prossima data per eleggere il nuovo presidente del consiglio.
Ore 12,15 – Carai invita Camilli anche lui a ripensarci, mentre Angelelli (Pd) va controcorrente. “La invito a non ripensarci – spiega Angelelli – la crisi non si è chiusa. C’è bisogno di uno scatto di reni e se le dimissioni possono servire a qualcosa va bene, anche se non credo.
Quest’amministrazione è vero che non funziona, ma dirlo è troppo generico. Non va in alcuni settori. Alcuni settori funzionano, qualche assessore qualcosa di buono l’ha fatto. Altri non hanno fatto niente.
Sono nella commissione bilancio da quando Ferrara (Sel) è stato sostituito e mai sono stato convocato. Fateci sapere a breve se quest’amministrazione ha non solo i numeri, ma anche la voglia di amministrare, altrimenti è meglio lasciare perdere”.
Pure Felice Casini (Udc) invita Camilli a ripensarci. Anche Bartolacci (Pdl) è rammaricato. Quindi Cappelli (Pd9 ripercorre le difficoltà della maggioranza in questo primo anno di vita. A cominciare dalle dimissioni di Fattorini.
Ore 11,45 – Pure l’Udc, per bocca di Francesco Bigiotti, chiede a Camilli di rimanere.
“Il piccolo screzio a inizio seduta è stato solo sulle procedure spiega Bigiotti – il presidente ha voluto aspettare Grattarola e in passato non era mai accaduto”.
Tocca a Mantuano, capogruppo Pdl. “Capisco il disagio – spiega – le motivazioni sono reali e le stiamo vivendo. Quello che ha detto Camilli giorni fa lo ha detto Meroi. Forse tutti dovremmo seguire l’esempio del presidente, come disobbedienza civile. Ma io gli chiedo di rimanere al suo posto.
Se ci ripensa Camilli ne siamo felici, altrimenti io chiedo di sospendere il consiglio provinciale, convocare i capigruppo e stabilire una nuova data per un’altra seduta e nominare il nuovo presidente.
Nel frattempo le commissioni vadano avanti e si voti poi il bilancio. Andando avanti”.
Anche Francola (Idv) chiede a Camilli di rimanere. Meraviglia (Udc). “Mi sono sempre sentito tutelato, come tutti. La sua autorevolezza da un’ottima visione dell’amministrazione, quindi le chiedo di rimanere al suo posto”.
Mirco Luzi (Pd) esprime solidarietà al presidente. “Sono però eloquenti le parole del presidente sulla crisi di quest’amministrazione. Un atteggiamento davanti agli occhi di tutti e che ha ingessato il lavoro. Non si discute dei programmi, non si risolvono i problemi. Con la filiera del centrodestra, VIterbo avrebbe avuto più opportunità. In pochi mesi nessuno parla più dell’aeroporto.
Abbiamo subito dalla Regione tagli indiscriminati in ogni settore. Non si svolgono lavori nelle commissioni, non si discute. Siamo a giugno e solo oggi si è riunita la commissione bilancio. Bilancio che è lo stesso della precedente amministrazione, tanto criticata.
Si è aperta una crisi chiamandola verifica.
Ore 11,20 – Un’amministrazione in crisi, per Federico Grattarola, capogruppo Pd, nel suo intervento successivo a quello di Camilli. Mostrando apprezzamento verso il presidente.
“In fase di bilancio chiariremo tutti i problemi – spiega – e vedremo se quest’amministrazione ha a cuore i problemi reali”.
Camilli ha svolto un lavoro positivo per Palozzi (Pd). “So che quando decide non torna indietro, ma se c’è un margine per rivedere la sua decisione, lo faccia. Se può, io non la vedrei male questa cosa“.
Pure Capitoni (Pdl) chiede a Camilli di rimanere. “Pur non condividendo tutto nel suo intervento. Di fronte ai problemi si reagisce con forza. Non siamo pronti a gettare la spugna e l’invito è rivolto anche al presidente.
Le chiediamo vivamente di tornare, forse per la prima volta nella sua vita, sui suoi passi. Pur non condividendo parte di quello che ha detto. Rimanga al suo posto”.
Ore 11,05 – Si parte dopo un’ora. Inizia Palozzi (Pd). “Rimaniamo per rispetto del presidente, mantenendo il numero legale”.
Camilli annuncia le sue dimissioni irrevocabili. Sperando che chi venga dopo di lui abbia più fortuna. “Sarà mia cura – dice Camilli leggendo la lettera – formalizzarle al Protocollo a fine seduta. Sono stato eletto da una maggioranza che non esige, in cui ci sono solo lotte internne, vedi la formazione di un altro gruppo.
Meroi è ostaggio e vittima di un progetto di potere. Torno a fare il semplice consigliere, rinuncio a fare tutto ma rimango.
Umiliato sempre di più da governo regionale che chiude scuole, ospedali e aumenta tariffe, salvo parlare viaggi con il seguito ad assessori miracolati.
A Viterbo sono stati trascurati i precari. Per carattere non posso sopportare altre situazioni, mi dimetto ringraziando tutti i componenti del consiglio“.
Ore 10,35 – Fuochi d’artificio a inizio consiglio provinciale.
Si comincia alle 10 con l’appello, il numero legale c’è, seppure di poco. Quindi dal centrodestra arriva un suggerimento. Bisognerebbe eventualmente sospendere la seduta, in attesa dell’arrivo d’altri.
Camilli non è dello stesso avviso. “Ve lo dico in italiano – premette Camilli – questo modo di fare mi ha rotto i c…”. Quindi la seduta è aperta, ma non si comincia, in attesa dell’arrivo di altri consiglieri, tra cui il capogruppo Pd Federico Grattarola.
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