![]() Giovan Battista Martinelli della Cgil |
Riceviamo e pubblichiamo – Il sindacato dei pensionati, insieme a tutta la Cgil, sostiene con convinzione il referendum per l’acqua pubblica e si batte per impedire che privati e grandi multinazionali si approprino di un bene che appartiene a tutti.
Privatizzare l’acqua significa limitarne l’accesso, trasformare un diritto in una merce come le altre, ridurre drasticamente il controllo democratico dei cittadini e delle comunità locali sulla gestione e sui costi di questo bene.
Come dimostra l’esperienza di questi anni, con la privatizzazione attuata in molte realtà sotto la spinta della normativa – che ora col referendum si intende abrogare – la qualità del servizio non è migliorata e le tariffe sono aumentate.
Ci hanno guadagnato solo i gestori privati a scapito,come sempre, delle famiglie dei lavoratori e dei pensionati.
L’impegno per il Sì ai due quesiti referendari sull’acqua è parte essenziale dell’azione dello Spi per un altro modello di società e di sviluppo.
Ciò comporta maggiore coerenza e partecipazione consapevole all’impegno per eliminare gli sprechi che si annidano anche nella gestione dei servizi pubblici.
Per quanto riguarda l’acqua, efficienza significa prima di tutto attiva e puntuale manutenzione degli acquedotti (che a volte sono dei veri e propri colabrodi, con perdite lungo la rete fino al 40%).
La gestione pubblica dell’acqua richiede, dunque, maggiore rigore da parte delle autorità locali e maggiore partecipazione e controllo democratico da parte dei cittadini.
Giovan Battista Martinelli
Segretario generale Spi
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