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Montalto di Castro - Blitz della finanza - Il Comune si costituisce parte civile - Fotocronaca - Video

“Rivogliamo indietro il maltolto”

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Blitz della Guardia di finanza – La donna arrestata

Blitz della Guardia di finanza – La donna arrestata

Blitz della Guardia di finanza – La donna arrestata

Blitz della Guardia di finanza – La donna arrestata

Blitz della Guardia di finanza – La donna arrestata

Blitz della Guardia di finanza – La donna arrestata

Blitz della Guardia di finanza

Blitz della Guardia di finanza

Blitz della Guardia di finanza

Blitz della Guardia di finanza

Montalto - Blitz della Finanza - La donna arrestata

Montalto - Blitz della Finanza - La donna arrestata

Montalto - Blitz della Finanza - La donna arrestata

Montalto - Blitz della Finanza - La donna arrestata

Montalto - Blitz della Finanza

La conferenza di presentazione dell'operazione

La conferenza di presentazione dell'operazione

Il colonnello Paolo Occhipinti

Il colonnello Paolo Occhipinti

Il tenente Emidio Lasco

Il tenente Emidio Lasco

I passaggi dell'operazione

I passaggi dell'operazione

– È Elena Aquila la donna arrestata ieri dalla finanza nell’ambito dell’operazione Pagamenti fantasma.

Il blitz, eseguito alle 7,30 di ieri mattina, ha portato alla scoperta di una maxitruffa ai danni del Comune di Montalto. Più di un milione di euro “spillati” alle casse comunali in cinque anni. Dal 2005 al 2010 (video – Blitz della finanzaVideo – Documenti – La Finanza in azioneGallery – La finanza in azioneGallery – Il blitz).

In questo lasso di tempo Aquila avrebbe ricoperto la carica di responsabile dell’ufficio contabilità e bilancio al Comune di Montalto. Era lei, per le fiamme gialle viterbesi, a sottoscrivere i falsi mandati di pagamento che servivano per legittimare le uscite indebite del Comune. Spese che, sulla carta, risultavano regolarmente incluse nel bilancio ma che, in realtà, andavano a esclusivo vantaggio degli indagati, che trasferivano i soldi del Comune sui propri conti correnti.

Ad aiutarla l’altro arrestato, un uomo originario di Roma sul quale gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo e che avrebbe lavorato come tecnico informatico presso la società che curava la manutenzione dei computer del Comune. Secondo la Procura di Civitavecchia, lui si infiltrava nel sistema informatico del municipio, lei firmava i falsi atti pubblici. Il resto lo facevano le imprese compiacenti che emettevano fatture false e i cui titolari sono stati denunciati a piede libero. Un sistema che portava i soldi fuori dal Comune e dentro le tasche degli indagati.

“Il Comune si è già costituito parte civile – afferma l’avvocato Xavier Santiapichi, che rappresenta l’amministrazione Carai -. Fu proprio il sindaco, l’estate scorsa, a presentare una denuncia contro ignoti per l’ammanco da oltre un milione di euro dalle casse comunali. Quello che ci interessa maggiormente, ora come ora, è restituire al Comune il maltolto. E certamente il sequestro degli immobili, dei veicoli e dei conti correnti eseguito dalla guardia di finanza va in questa direzione“.

Gli arrestati, intanto, restano in carcere a Civitavecchia, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Devono rispondere, insieme ai sette denunciati a piede libero, di associazione a delinquere, truffa aggravata e frode informatica. Alla ex responsabile dell’ufficio contabilità è contestata anche la falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico.

L’interrogatorio di garanzia si terrà, probabilmente, venerdì mattina, davanti al gip del tribunale di Civitavecchia.


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16 giugno, 2011

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