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Roma - Capitoni, Pifferi e Ricci all'Istituto nazionale di Studi romani

Studiosi viterbesi di odeporica in trasferta

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Una pattuglia di ben tre studiosi viterbesi di letteratura del viaggio, Cinzia Capitoni, Stefano Pifferi e Antonello Ricci saranno a Roma, mercoledì 8 giugno, per parlare di viaggi, pittura di paesaggio e scrittura odeporica nel Lazio del primissimo ‘800, nella prestigiosa sede dell’Istituto nazionale di Studi romani, insieme a Vincenzo De Caprio.

In occasione della giornata di studio viene realizzata nella sede dell’Istituto un’esposizione di alcuni dipinti di Mariana Candidi Dionigi, paesaggista e viaggiatrice, e di oggetti da viaggio dell’ottocento.

 


– 9,30

Saluti del presidente dell’Istituto nazionale di Studi romani Paolo Sommella

Introduce e presiede Vincenzo De Caprio

Interventi: Massimiliano Valenti, “Dal vedutismo alla documentazione: la rappresentazione dell’antico nella grafica dell’Ottocento; Renato Mammucari, “La campagna romana nella pittura di paesaggio del primo ottocento”; Antonello Ricci, “Un salotto lungo una vita”; Letizia Lanzetta, “Parole di pittura. I Precetti e i dipinti”.

Pausa pranzo

– 15,00

Presiede Lorenzo Braccesi

Interventi: Luigi Trenti, “Figure nel quadro. Episodi di cultura romana nel primo Ottocento”; Antonello Ricci, “La scrittura odeporica della Dionigi: forma epistolare e dinamiche di autorappresentazione nei viaggi”; Cinzia Capitoni, “Giambattista Brocchi, Marianna Dionigi e le mura poligonali”; Stefano Pifferi, “La descrizione del paesaggio nei viaggi”; Conclusioni Vincenzo De Caprio.

Per saperne di più: Marianna Dionigi (1757-1826) fu pittrice di paesaggi, archeologa, animatrice culturale nonché apprezzata scrittrice di viaggio. Pubblicò due libri che le diedero ai suoi tempi una certa fama: un opuscolo di Precetti sulla pittura de’ paesi (1816) e i Viaggi in alcune città del Lazio che diconsi fondate dal re Saturno (1809-1812).

Le conversazioni che si tenevano nel suo salotto romano furono frequentate da antiquari e archeologi, poeti, artisti, personaggi di un’epoca a cavaliere tra istanze neoclassiciste e nuova sensibilità romantica: da Monti a Leopardi, passando per Shelley Visconti Canova. Alla complessità dell’eclettico profilo intellettuale della Dionigi però, non hanno saputo tener fede i pochi studiosi che se ne sono in seguito occupati. La loro azione è risultata infatti puntualmente improntata al principio della reductio ad unum: gli archeologi hanno indagato la sola Dionigi archeologa e antiquaria; gli storici dell’arte la Dionigi artista.

Con la presente giornata di studi si cerca per la prima volta di restituirne un ritratto complessivo, concentrando l’attenzione sugli elementi finora più trascurati della sua opera: il paesaggismo visivo e la scrittura.


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6 giugno, 2011

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