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Il sindaco Mazzola: "Un altro appuntamento fondamentale per celebrare i 150 anni dell'Unità"

Tarquinia in festa per la Repubblica

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Il sindaco Mazzola al monumento ai caduti

Il sindaco Mazzola al monumento ai caduti

Mazzola per la festa della Repubblica

– “Il 2 giugno segna un altro importante appuntamento dell’anno delle celebrazioni dedicate al 150esimo anniversario dell’unità d’Italia”.

Così il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola ha aperto il suo discorso per la celebrazione della festa della Repubblica, a cui hanno partecipato le autorità civili, militari e religiose, le organizzazioni sindacali, le scuole, le associazioni combattentistiche e d’arma, quelle di volontariato e la banda “Giacomo Setaccioli”.

Il primo cittadino ha sottolineato le conquiste democratiche ottenute dal paese e il difficile presente: “Tante cose sono cambiate e migliorate ma il divario tra Nord e Sud non è stato ancora colmato e le distanze non sono state ancora ridotte. C’è ancora molto da fare e ancora molto da ricostruire.

Quando in tutto il Mediterraneo soffia un vento di rinnovamento e le popolazioni del Nord Africa si rivoltano per ottenere la libertà, quando si riaffaccia forte in noi il senso di appartenenza a una nazione e si risveglia il senso civico, c’è chi non riesce a comprendere l’importanza di tali eventi”.

Menzione speciale “per gli abitanti di Lampedusa, per il grande senso di solidarietà dimostrato nell’emergenza immigrazione, e per i giovani tarquiniesi Lucio Nardecchia e Daniele Biagiola, di stanza con la Capitaneria di Porto nell’isola, per la professionalità e il coraggio avuto durante le azioni di soccorso ad alcuni emigranti in pericolo di vita”.

Momento toccante il ricordo della figura di Domenico Emanuelli tracciato dal consigliere comunale Sabina Angelucci: “Emanuelli è stato un protagonista della storia italiana.

Coordinatore della Resistenza e nominato sindaco di Tarquinia il 21 giugno del 1944 dal generale britannico Harold Alexander, è stato in prima linea nelle lotte contadine per l’occupazione delle terre. Eletto primo cittadino nel 1946 e deputato nel 1948, ha lottato per l’emanazione delle leggi di riforma sanitaria a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.

Nonostante la malattia, ha proseguito la sua professione di medico all’ospedale e di parlamentare fino alla morte, avvenuta l’8 settembre del 1950 a soli quaranta anni”.


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2 giugno, 2011

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