– Dopo l’apertura della tappa di Bagnaia con Aldo Bassi e il suo trio del 17 giugno, il Tuscia in Jazz sabato 18 giugno si trasferisce nella bellissima location di Villa Lante per uno dei concerti più interessanti dell’estate viterbese.
Alle 21,30 sabato saliranno sul palco del festival due dei musicisti più rappresentativi del jazz italiano: Roberto Gatto e Fabio Zeppetella.
Il concerto che sarà in trio vedrà come terzo elemento della band, uno dei migliori nuovi talenti del jazz italiano Leonardo Corradi.
Roberto Gatto Nato A Roma il 6 ottobre 1958. IL suo debutto professionale risale al 1975 con il Trio di Roma (Danilo Rea, Enzo Pietropaoli). Ha suonato in tutta Europa e nel resto del mondo con i suoi gruppi ed insieme ad artisti internazionali. Le formazioni a suo nome sono caratterizzate, oltre che da un interessante ricerca timbrica, e un impeccabile tecnica esecutiva, da un grande calore tipico della cultura mediterranea. Questo fa sicuramente di Roberto Gatto uno dei più interessanti batteristi e compositori in Europa e nel Mondo.
Numerose sono le collaborazioni con Bob Berg, Steve Lacy, Johnny Griffin, George Coleman, Dave Liebman, Phil Woods, James Moody, Michael Brecker, Tony Scott, Ben Sidran, Enrico Pieranunzi, Franco D’Andrea, John Scofield, John Abercrombie, Billy Cobham, Bobby Hutcherso, Richard Galliano, Christian Escoudè , Joe Zawinul, Bireli Lagrene, Pat Metheny.
Nel 1983 vince il referendum del mensile Fare Musica come ” miglior batterista italiano “. Nel 1985 e nel 1987 con il gruppo Lingomania si classifica al primo posto del referendum ” Top jazz ” indetto dalla rivista Musica Jazz nella categoria ” Miglior gruppo “.
Vanta collaborazioni come sideman con: Mina, Lucio Dalla, Pino Daniele, Gino Paoli, Ivano Fossati, Gianni Morandi, Riccardo Cocciante, Renzo Arbore, Ornella Vanoni, Sergio Caputo, Gilberto Gil, Armando Trovaioli, Ennio Morricone, Domenico Modugno.
Fabio Zeppetella è uno tra i migliori chitarristi e compositori italiani affermatosi nell’attuale scena jazz nazionale ed europea. - Dotato di una tecnica ineccepibile e di grande sensibilità musicale, si avvale di un linguaggio unico e molto personale, frutto di uno studio sempre votato alla ricerca di uno stile che negli anni ha reso proprio.
È arrivato all’elaborazione di un suono del tutto originale passando dalla tradizione e dalla musica di maestri come Charlie Cristian e Wes Montgomery all’evocazione del be-bop e dell’hard-bop degli anni sessanta. Nel suo fraseggio si scoprono gli aspetti dominanti di un linguaggio mai scontato, a volte virtuoso a volte dolce ma sempre essenziale, dimostrando una particolare attenzione al significato delle singole note e delle “linee in movimento” che da esse vengono prodotte.
Le sue caratteristiche dominanti sono costituite dalla freschezza e dalla forza insite nel modo originale di interpretare la musica, e da un particolare lirismo nel quale appare evidente la volontà di ricercare un legame tra poesia e musica. Il suo dinamismo e la sua poliedricità si concretizzano nell’adesione a numerosi progetti musicali che vanno dal jazz puro alle contaminazioni con il Funk e l’R&B. Numerose le collaborazioni con Kenny Wheeler, Lee Konitz, Tom Harrell, Enrico Rava, Paolo Fresu, Aldo Romano, Roberto Gatto, Danilo Rea, Steve Grossman, Javier Girotto, Stefano Bollani, Rosario Giuliani, Fabrizio Bosso, Gegè Telesforo, Stefano Di Battista, Maurizio Giammarco, Gianluca Petrella e molti altri.
Leonardo Corradi nato in Liguria nel 1992, a soli 18 anni appena compiuti, rappresenta oggi una delle più significative novità del jazz italiano. Batterista a soli due anni, passa subito dopo al piano vincendo a otto anni un concorso per giovani musicisti. La svolta decisiva, quella che gli sta regalando una carriera importante, avviene a 12 anni, quando suo padre lo accmpagna a sentire un concerto di Jimmy Smith.
In quel momento, colto da una forte ispirazione, decide di passare all’hammond. Nel 2009 partecipa al Tuscia in Jazz festival dove vince il Jimmy Woode Award come miglior nuovo talento. Da li inizia ufficialmente la sua carriera professionale. Nel settembre del 2009, Italo Leali direttore del festival viterbese, gli fa incidere il suo primo disco con artisti come Abrahm Burton, Edy Palermo, Tony Monaco e Gegè Munari. Nel 2010 a soli 19 anni vince il Jazzit Award come miglior hammondista italiano.
Suona e collabora con: Flavio Boltro, Rosario Giuliani, Francesco Cafiso, Dave Liebman, Fabrizio Bosso, Kurt Rosenwinkel, Roberto Gatto, Fabio Zeppetella, Gegè Telesforo, Antonio Sanchez, Tony Monaco, Aldo Bassi, Karl Potter, Rick Margitza, Peter Bernestein, Dario Deidda solo per citarne alcuni. A luglio al festival internazionale del jazz della Spezia registrerà il suo secondo disco come leader con Peter Bernstein e Nicola Angelucci.
Tornando al concerto di sabato 18 giugno l’ingresso sarà gratuito ed avrà luogo alle ore 21.30.
Dopo il concerto di Villa Lante il festival tornerà nella piazza del Castello di Bagnaia dove si esibiranno il 19 giugno Karl Potter and Funk It up e il 20 giugno la big band americana Lower Marion Jazz Band.
Info 393 9511130 www.tusciainjazz.it
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