Riceviamo e pubblichiamo – Caro Santucci,
vista l’antica conoscenza che ci lega e vista soprattutto la situazione in cui si è cacciato, ci permettiamo la confidenza di domandarle da che parte preferisce che incominciamo a ‘menare’…
Abbiamo letto la sua lettera di risposta, Santucci, e la mezza verità contenuta… il problema è l’altra metà che appunto ci accingiamo a rendere pubblica seduta stante.
Nel 2010 finché eravamo anche noi consiglieri, tutto per la rotatoria era pronto, finanziamento in bilancio, progetto spedito ai comuni e lettere d’esproprio inviate ai proprietari dei terreni interessati.
Il progetto era ‘uno’ e ci risulta che nessuno tra gli espropriandi fin lì avesse avuto niente da ridire, tranne i proprietari di un albergo che insiste proprio sull’incrocio.
Sostenevano che la rotatoria avrebbe tolto loro troppi metri di muro, beninteso che comunque il muro sarebbe stato rifatto tale e quale sul nuovo confine a spese della Provincia e l’esproprio pagato adeguatamente. Volevano una rotatoria molto, molto, piccola, oppure totalmente decentrata sulla proprietà altrui…
Gli uffici provinciali spiegarono ai proprietari dell’attività, ma anche alla allora commissione provinciale competente, che la misura della rotatoria era quella, perché più piccola in una zona industriale sarebbe stata una follia, in quanto non avrebbe consentito la manovra per i grandi autocarri…
Spiegarono poi che se qualcuno tra gli espropriandi non era d’accordo, poteva pure fare ricorso, ma di fronte ad un’opera urgentissima e pienamente motivata tecnicamente, la Provincia avrebbero proceduto all’esproprio coatto come previsto da legge, senza alcuna possibilità che un giudice potesse mai dar ragione al ricorrente. Verissimo, ma l’albergatore nel frattempo era andato a parlare in Comune a Civita e qualcosa aveva iniziato ad incepparsi, infatti per provvedere alla gara e alla realizzazione della rotatoria, occorreva l’approvazione del progetto da parte dei due comuni interessati: Fabrica si mosse subito e Civita invece no… anzi l’assessorato civitonico sposò appieno le tesi dell’albergatore e anziché approvare il progetto della rotatoria e procedere alla variante urbanistica necessaria come doveva, fermò tutto per discutere con la Provincia un nuovo progetto prodotto (udite udite!) dall’albergatore stesso.
E in tutto ciò il vero progetto? Quello della provincia già approvato e finanziato in Regione? Soldi pubblici e lavoro buttati via per risparmiare qualche metro di muro… e pensare che le stesse anime sensibili a Civita non hanno avuto nessuna perplessità e nessuna clamorosa obiezione su venti ettari di terra che sono tuttora sotto esproprio, a ridosso della ferrovia Roma-Nord, per un’opera che contrariamente alla rotatoria del Quartaccio risulta costosissima e decisamente discutibile. Da una parte centinaia di persone interessate e piuttosto arrabbiate hanno sollevato zero perplessità in Comune, dall’altra parte per un muretto si fanno le crociate, come mai?
Intanto va detto che noi in Provincia uscivamo con le elezioni di primavera 2010 e lei, Santucci, diventava allora assessore ai lavori pubblici.
Sta di fatto che in data 12 luglio 2010 lei, Santucci, scriveva di suo pugno al Comune di Civita, al sindaco in persona, al fine di incontrarlo ufficialmente per parlare della rotatoria del Quartaccio: meno male -avremmo detto- forse vuole richiamare al senso di responsabilità il comune di Civita… e invece forse fu il contrario.
Infatti a quell’incontro non ha fatto seguito nessuna rotatoria e il muretto ha continuato ad ergersi impassibile nella sua intoccabile collocazione, indifferente agli incidenti che continuavano e ai nostri comunicati di protesta.
Che vi siete detti a quel giorno lo sapete solo voi presenti, mentre invece dove l’incontro si svolse lo sappiamo pure noi: un incontro formale dicevamo, un invito spedito da lei stesso via protocollo… un ‘summit’ che però stranamente non si è svolto nella sede istituzionale di Palazzo Gentili, né in Comune a Civita, ma proprio da Aldero Hotel! (16 luglio 2010)
In questa situazione surreale a noi piace immaginare lei, Santucci, con tanto di fascia azzurra della provincia (per l’occasione) e il sindaco Angellelli con la sua brava fascia tricolore, tutti seri ad ascoltare l’albergatore che parla bene del suo muretto, di quanto sia importante per la comunità, ma anche per i valori più profondi del Centro-sinistra e del Centro-destra, arringa appassionata interrotta solo di tanto in tanto dal tonfo sordo delle autombili, che si scontrano all’incrocio e dai pezzi di lamiera che volano a pochi passi da voi.
Non sappiamo se il quadro che ci raffiguriamo sia somigliante, ma tant’è, immaginazione a parte, dopo quell’incontro avete fatto in modo per un annetto di non minacciare in nessun modo quell’accidenti di muro, mentre gli incidenti stradali continuavano… finché un mesetto fa i sottoscritti hanno iniziato a riprendere per le orecchie un po’ di amministratori ed è ricominciata una corrispondenza tra Provincia e Comune di Civita. Con le buone maniere si ottiene tutto vero?
Ora si va parlando tra Civita, Viterbo e Fabrica di un nuovo progetto e attualmente è stato eletto in consiglio comunale fabrichese un membro della famiglia dell’albergatore, dobbiamo aspettarci che anche Fabrica, come prima Civita, inizi ad avere delle perplessità sulla rotatoria da farsi?
Speriamo di no ma ad ogni buon conto, non fidandoci più di nessuno di voi, abbiamo inoltrato alla stampa locale copia della corrispondenza intercorsa tra Civita e Provincia a dimostrazione di tutto quanto sopra scritto, così che all’indignazione nostra si aggiunga quella dei nostri concittadini che meritano di sapere come e quanto siano stati presi in giro… e meritano soprattutto di vedere realizzata una messa in sicurezza che viene tenuta bloccata da troppo troppo tempo. Ognuno a questo punto si prenda le sue responsabilità.
Complimenti anche al consigliere provinciale civitonico, col quale pure non abbiamo mai parlato personalmente del Quartaccio ma che sull’argomento è rimasto finora immobile e complimenti a maggior ragione all’eletto fabrichese in Provincia, Giovanni Francola dell’IdV, per la sensibilità dimostrata in più di un anno di indifferenza totale, malgrado le ripetute richieste a lui fatte dai sottoscritti non è stato capace neanche di fare un’interrogazione a riguardo.
Per la serie tutti uniti per non raggiungere l’obiettivo.
Massimo Miccini
Riccardo Fortuna
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