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Riceviamo e pubblichiamo – Votare sì per dire no a chi vuole mettere in discussione il futuro: libero, pulito, giusto.
Questo il filo rosso che ha caratterizzato l’iniziativa dei Giovani democratici della provincia di Viterbo, tenutasi ieri pomeriggio a Marina di Montalto di Castro.
L’incontro fortemente voluto dal segretario del circolo locale dei Giovani democratici, Fabio Valentini, che ha visto la partecipazione di Andrea Egidi, Giuseppe Parroncini e Salvatore Carai è stata l’occasione per passare uno scorcio di pomeriggio discutendo delle tematiche che interesseranno particolarmente i quesiti referendari di domenica prossima.
Ad una settimana esatta dal voto referendario sembrava necessario, e la nutrita partecipazione dei cittadini ce lo ha confermato, effettuare un’iniziativa pubblica per la campagna elettorale proprio a Montalto di Castro.
C’è bisogno che proprio dalla cittadina maremmana parta un segnale netto e deciso al governo del Paese sui temi del nucleare, dell’acqua pubblica e della giustizia. Un segnale che passa attraverso una partecipazione elevata alle votazioni del prossimo 12-13 Giugno e che si sviluppa attraverso 4 convinti sì agli altrettanti quesiti referendari.
Come Giovani democratici votiamo sì per dire no alle centrali nucleari, alla privatizzazione dell’acqua, al legittimo impedimento.
Votiamo sì per una energia pulita, perché il nucleare di Berlusconi è vecchio, costoso e pericoloso. Vogliamo che il governo investa nella ricerca e nelle energie alternative, se non intendiamo rimanere fanalino di coda dell’Europa.
Votiamo sì ai due quesiti per l’acqua pubblica, perché un bene comune non può essere sottoposto alle leggi del profitto. Deve essere accessibile a tutti, attraverso servizi trasparenti ed efficienti.
Votiamo sì per una giustizia equa, perché la legge è uguale per tutti. Quando smette di esserlo non c’è più democrazia. Se chi governa un paese è accusato di un reato ha il diritto ed il dovere di difendersi. Ma nel processo, non dal processo. Assumere cariche pubbliche è una responsabilità che impone comportamenti trasparenti. Non un privilegio che regala l’impunità.
In questo contesto ci avviciniamo al voto del referendum con la consapevolezza di chi ha contribuito all’apertura di una fase nuova nel paese.
Il voto del primo turno ed in particolare il turno di ballottaggio alle amministrative hanno segnato un punto straordinariamente importante per il Pd e per il centro sinistra.
Comunque più in generale il voto amministrativo ci consegna un panorama politico differente da quello presente in parlamento, ossia la conferma che il governo Berlusconi non e’ più maggioranza nel Paese.
Gli italiani hanno voluto sottolineare l’inadeguatezza delle misure messe in campo dal governo, hanno conclamato la stanchezza nei confronti di oltre dieci anni di promesse mai mantenute, hanno voluto rispondere in maniera decisa all’ennesimo tentativo del premier di costruire un referendum sulla propria persona.
L’esito del voto ci conferma che la fiducia ottenuta dal governo il 14 dicembre scorso ha determinato un ampliamento della maggioranza solo in parlamento, non certo nel Paese reale.
Ora abbiamo l’opportunità politica e democratica di offrire l’ultima “spallata” al governo. Direttamente dal paese attraverso l’impegno civico di tantissimi ragazzi e ragazze, giovani e meno giovani.
Proprio perché si riuscirà a sconfiggere Berlusconi solo dal paese.
Il voto ci consegna due grandi opportunità: da una parte, in prospettiva civile, cancellare nel merito quattro leggi scellerate, dall’altra, in prospettiva politica, mandare l’ultimo segnale al governo: il tempo delle promesse è terminato.
E’ tempo di rimboccarsi le maniche per risolvere i problemi dei cittadini, è tempo di cambiare.
Michele Bassanelli
Segretario provinciale Giovani democratici
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