– Piero Camilli non è un quarantenne. Anagraficamente il dato era già noto, ma adesso lo è anche politicamente.
Il consigliere provinciale Pdl ci tiene a precisarlo durante la seduta mattutina: non appartiene a nessuna corrente. Ma per spirito di partito vota il bilancio, seppure con spirito critico.
“Il 2010 – dice, intervenendo Camilli – non è stato un grande anno, questo ente è un carrozzone, con una spesa, negli anni più o meno la stessa, elevata. Mi auguro che saremo più incisivi”. Quindi da qualche lezione all’assessore al Bilancio: “Di numeri ne capisco e le posso dare a tutti. Non capisco perché la polizia provinciale costi un milione e 300mila euro a fronte i soli trentamila euro in multe”.
Camilli fa le pulci al bilancio, che grazie ai voti della maggioranza è approvato. La minoranza vota no, con Cappelli (Pd) che non partecipa. Al termine di una lunga seduta, occupata in gran parte a discutere di nove emendamenti presentati dall’opposizione e non ricevibili. Il parere tecnico è negativo, la minoranza chiede di votarli comunque. Si sospende la seduta e dopo più di mezz’ora, sentiti i revisori, si decide in ogni caso di non accettarli.
Grande rammarico di Grattarola (Pd). “E’ una barzelletta – osserva il capogruppo Pd – la se la motivazione è che non sono stati presentati entro i termini”.
Comunque la giunta ne salva quattro: per il centro anziani, la lotta alla cinipide, per l’Avis e la protezione civile. Insieme ad altri proposti dalla maggioranza, se ci saranno avanzi di bilancio saranno finanziati. Una speranza, in un momento non proprio facile.
“Il periodo delle vacche grasse è finito – spiega l’assessore Vita – c’è stata una riduzione di venti milioni da Stato. In compenso abbiamo avuto l’aumento della compartecipazione Irpef per 300mila euro.
Abbiamo investito un milione e 300mila euro per confermare i precari fino a un certo punto.
Nei prossimi anni, con questa situazione sforeremo tutti i parametri previsti. Non è tempo di grandi azioni clientelari”.
Poco prima Saladino (Idv) aveva criticato il bilancio, troppo ingessato.
“E’ vero – replica Vita – ma poteva presentare un emendamento, dando indicazioni. Oggi occorre tagliare, ridurre, altrimenti non s’investe”.
L’ultimo a parlare, prima dell’intervento conclusivo di Meroi, è Cappelli (Pd) contrariato per la non votazione degli emendamenti e per questo non partecipa al voto del bilancio.
Il suo è un lungo excursus che va dal liceo scientifico alla situazione della Cassia. Interrotto solo perché Bruni (Pdl) deve lasciare l’aula e vorrebbe votare.
Cappelli stringe e si chiude una seduta di consiglio che se deve fare i conti con i pochi soldi a disposizione, non è invece stata avara in fatto di parole.
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