Riceviamo e pubblichiamo – Stipendi d’oro. Aumenti ingiustificati. Tasche riempite. In questi giorni la stampa locale è stata particolarmente ricca di metafore utili a descrivere un fantomatico “scandalo” avvenuto ai danni dei cittadini viterbesi: l’aumento dei compensi del Consiglio d’Amministrazione della Società pubblica multiservizi di Viterbo.
Alla luce di quanto letto, appare necessario far sapere che invece la delibera sui compensi non viene assunta dal Consiglio d’Amministrazione, che non può in alcun modo interferirvi né variarla, né tanto meno aumentars i i compensi.
La delibera in questione, da sempre facilmente consultabile presso i numerosi organi pubblici e di controllo, risale al 3 novembre 2008 ed è ovviamente assunta alla presenza di tre revisori legali indipendenti, come previsto dalla normativa in materia.
Come prima cosa va precisato che la delibera prevede l’azzeramento del compenso fisso, ed istituisce un sistema di compenso integralmente parametrato sia al valore dei contratti di servizio, che a quello dei fatturati conseguiti.
Questo sistema rende chiara la misura delle responsabilità e delle complessità che va a gestire il CdA.
A tal proposito è stato però detto che in questo modo i consiglieri beneficiano, senza meriti, degli incrementi dei contributi regionali e comunali: ma la verità è che, dal 2008 ad oggi, il saldo (detratti i numerosi tagli) dei contributi regionali e comunali beneficiati dalla Società è di soli 100.000 euro.
L ’aumento in questione, quindi, ha inciso sullo stipendio mensile di ogni consigliere per soli 18 euro netti circa. Appare evidente che non si può parlare certo di “arricchimento” per tale importo!
P eraltro, è bene precisare che è assolutamente sbagliato affermare che maggiori contributi regionali possano arrivare alla Francigena senza un’apposita, diligente e delicata attività specifica del Consiglio d’Amministrazione. Magari i soldi alla Francigena arrivassero “da soli” senza doverci lavorare!
P oi, il verbale sui compensi già conteneva, sin dall’inizio, il calcolo dei compensi presuntivamente derivanti (calcolo rivelatosi poi costantemente corretto nel tempo): al Presidente g ià si prevedeva che s arebbe stato corrisposto, come da busta paga, solo 18.626 euro l’anno.
Da allora la delibera di compenso non è più variata. Anzi, è stata riconfermata dagli organi competenti (non il CdA) il 5 giugno 2011.
Per quanto giustamente d’interesse del cittadino, ne deriva che i tre consiglieri “intascano” (complessivamente fra tutti e tre) solo euro 55.000 l’anno in totale (appunto da dividersi per tre).
G li ulteriori 45.000 euro, che si è voluto far credere vadano anch’essi nelle “tasche” dei 3 consiglieri, sono in realtà di competenza di Inps, InailL, Stato, Regione e Comune (per varie contribuzioni, imposizioni e addizionali obbligatorie).
Resta legittimo il dibattito se invece i 55.000 e uro (o 60.000 di cui si parla) devono in futuro diventare lordi e omnicomprensivi. Questo rientra nelle libere prerogative degli organi che possono definire e variare i compensi, e deciderli per qualunque Consiglio d’Amministrazione.
P erò, se così fosse, ne deriverebbe un netto percepito complessivamente da tutti e tre i consiglieri di poco più di 30.000 euro l’anno: ognuno potrà valutare da sé la congruità di questo importo, rispetto al fatto che si tratta di gestire 6 diversi rami d’azienda, con connesse rilevanti responsabilità di movimentazione del denaro per circa 16 milioni di euro l’anno.
In ogni caso, gli importi deliberati nel 2008, sia netti che lordi, sia scomposti che riaggregati, unitamente ad ogni dato del Piano Operativo Annuale/budget societario, sono stati poi visionati e analizzati più volte da numerosi organi (quali le Commissioni consiliari preposte), incluso da qualcuno che “oggi” avrebbe “scoperto” qualcosa di nuovo!
Questo vaglio è avvenuto pressoché ogni volta (circa due volte l’anno, da fine 2008 ad oggi) che sono stati presentati e aggiornati i Piani Operativi Annuali (Poa) con i budget analitici.
A riguardo, la Società Francigena possiede tutta la documentazione probante di tutto quanto sopra.
C iò detto, sorgono spontanee alcune domande: come mai non è stata data la possibilità alla Società di illustrare dettagliatamente quanto sopra? Perché i compensi, non certo generosi, vengono presentati in modo tale da sembrare “d’oro”? Come mai il tutto viene propagandisticamente “gonfiato”? Come mai solo in questi giorni? Ma soprattutto: come mai il dibattito su una società protagonista di uno straordinario, chiaro e certificato salvataggio (da quello che era il rischio evidente di fallimento) viene invece deviato su una questione e una differenza tecnica tra lordo e netto, che peraltro riguarda solo lo 0,4% dei costi del bilancio annuale Francigena?
Francigena srl
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