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– Botte, insulti e minacce. Anche davanti ai suoi bambini.
E’ quanto è stata costretta a subire la 32enne romena che ha denunciato il compagno, operaio edile 48enne, suo connazionale.
Un incubo durato tre mesi. Conclusosi con l’arresto dell’uomo per maltrattamenti in famiglia.
Scene di quotidiana violenza alle quali assistevano anche i figli della donna, due bambini nati meno di dieci anni fa da un precedente matrimonio.
La 32enne sopportava in silenzio, nella speranza che il suo uomo potesse cambiare. Ma quando si è accorta che la situazione era arrivata al punto di non ritorno, ha deciso di lasciarlo.
A quel punto, alle botte si sono aggiunte le minacce, che dovevano servire per costringerla a restare con lui. Un crescendo di aggressioni culminate nell’episodio di qualche giorno fa, quando il 48enne, dopo averla picchiata per l’ennesima volta, le ha puntato contro un coltello. E’ allora che la donna ha deciso di denunciarlo.
Ai carabinieri della stazione di Capranica, dove la coppia viveva, ha raccontato i suoi tre mesi di angherie, col volto livido per le percosse.
L’uomo è stato rintracciato poco dopo in un bar di Capranica, intento a bere alcolici a litri. In tasca aveva ancora il coltello usato per minacciare la compagna.
Per lui si sono aperte le porte del carcere di Viterbo. Quanto alla donna si è fatta refertare al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna di Ronciglione. La prognosi è di quindici giorni. E’ tornata a casa con i bambini.
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