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Afghanistan - Il caporal maggiore Roberto Marchini è morto mentre disinnescava una bomba rudimentale

Dilaniato da una terribile esplosione

di Maria Letizia Riganelli
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Il caporal maggiore Roberto Marchini

Roberto Marchini
Roberto Marchini

–  Un boato e poi fumo, polvere e sangue. E la vita di Roberto Marchini che si ferma a Bakwa in Afghanistanvideo – fotocronaca).

Il primo caporal maggiore di Caprarola è morto ieri mattina dilaniato mentre tentava di disinnescare un ordigno esplosivo improvvisato. Quelli che in gergo si chiamano Ied (improvised explosive device). Bombe artigianali fatte con materiali trovati nel luogo e che negli ultimi anni di guerra in Afghanistan hanno fatto centinaia di vittime.

Marchini era un esperto nel disinnescarli. Era il suo lavoro. La sua passione. Che più volte lo aveva portato in missione all’estero.

Il caporal maggiore apparteneva all’ottavo reggimento del genio Folgore di Legnago ed era specializzato nel trattare e disinnescare ordigni improvvisati e rudimentali.

Gli Ied, infatti, non sono tutti uguali, proprio per la loro natura rudimentale possono essere di molte tipologie e possono quindi essere innescati in maniera diversa.

Dalla semplice pressione che può esercitare un Lince quando passa sul terreno, a un telecomando a distanza.

Quello che ha ucciso Roberto sarà ora sottoposto a indagine interna dei militari per capire come è stato composto.

Dalle prime ricostruzioni sembra che il caporal maggiore, avvistato l’ordigno, che ostruiva il passaggio alla colonna dei mezzi, sia sceso per disinnescarlo. Ma mentre stava procedendo all’operazione è stato dilaniato dall’esplosione.

E questo nel suo ultimo giorno di missione all’estero prima del rientro in Italia per una licenza. A casa, a Caprarola, lo aspettavano parenti e amici per festeggiare i suoi 28 anni.

Li avrebbe compiuti il 21 luglio.

A Caprarola ieri pomeriggio erano tutti sbigottiti. Un paese sconvolto dal dolore. Quello che ha fatto piegare la schiena ai genitori, Pina e Francesco, e che ha fatto cacciare i giornalisti alla sorella Elisa. La ragazza ieri appena arrivata a casa da Tivoli, dove lavora come infermiera, ha gridato sconvolta ai cronisti di “lasciarli in pace”.

Gli amici invece si sono fatti forza l’uno con l’altro tra le lacrime. Ieri appena sentita la notizia sono corsi in via Roma, la strada dove è cresciuto Roberto. Lì hanno pianto e raccontato quanto quel lavoro per il caporal maggiore fosse importante. “Lui credeva nell’Esercito”, ripetono. Una passione la sua cominciata a 22 anni e per la quale viveva.

L’ultimo addio a Roberto Marchini dovrebbe svolgersi giovedì pomeriggio a Roma nella basilica di Santa Maria degli Angeli. Al termine del rito, la salma verrà trasportata a Caprarola, dove venerdì sarà esposta in una camera ardente allestita nella chiesta di Santa Maria della Consolazione, nel centro storico del paese. Infine si svolgeranno i funerali in forma privata e la tumulazione della salma nel cimitero di Caprarola. Per il paese sarà lutto cittadino.


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13 luglio, 2011

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