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Il sottoscala di Sassi - Caffeina - Il giornalista tira le orecchie al presidente della Provincia

Marcelli’, hai toppato, hai toppato de brutto!

di Arnaldo Sassi
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Arnaldo Sassi

– Una premessa: voglio molto bene al mio amico Marcello Meroi, per il quale nutro anche una profonda stima. Legata soprattutto alla sua personalità e al suo essere uomo di alto rigore morale, nonostante le idee politiche ci dividano profondamente. Ma il pensarla diversamente può essere positivo se i rapporti vengono gestiti con intelligenza e soprattutto con civiltà.

Detto ciò, ho sempre ritenuto che alle persone cui si vuole bene – se si ritiene che sbaglino – venga detto a chiare note ciò che si pensa, proprio per lealtà. E Marcello Meroi, sulla vicenda di Caffeina, a mio avviso ha preso un abbaglio micidiale, dettato più dalla sua passione politica che non da un’analisi oggettiva dei fatti e da una presa di coscienza di essere lui, in questo momento, amministratore di un territorio.

Lo dico con serenità e con quella faziosità positiva di chi da ben 17 anni (da quando cioè dirigo la redazione locale del Messaggero) si è speso affinché la Tuscia uscisse da quell’oblio in cui è stata da sempre confinata e dalla quale non riesce proprio a uscire.

Osservatore attento di quanto accaduto nel capoluogo dal 30 giugno al 16 luglio scorsi, ritengo che il significato di Caffeina sia andato molto al di là dei singoli eventi (sui quali ovviamente si può e si deve discutere) e abbia portato quel valore aggiunto: far vivere un quartiere e addirittura un’intera città e dare uno slancio a un’economia da sempre asfittica. Faccio degli esempi: se Spoleto è oggi rinomata per il Festival dei due Mondi e Perugia per Umbria Jazz (con tutto ciò che conseguentemente ne comporta), Viterbo può diventarlo per Caffeina. Insomma, una manifestazione come volàno per lo sviluppo di tutto un territorio. Un punto di partenza col quale interagire per migliorare le condizioni di vita di una collettività. Questo – e solo questo – è il nodo, che un amministratore accorto non può non tenere presente.

La polemica sul fatto che Caffeina sia troppo di sinistra appare sterile e speciosa. Tra l’altro, sarebbe facile controbattere che tra gli invitati di quest’anno c’erano anche Giampaolo Pansa, Alessandro Sallusti e Vittorio Feltri: se hanno declinato l’invito non è certo colpa degli organizzatori. Ma il ragionamento di Filippo Rossi (“Noi portiamo coloro che sono in grado di riempire le piazze”) non fa una grinza. E la sua provocazione nei confronti di Meroi (“Ci indichi lui dieci personaggi di area berlusconiana da invitare a costo zero, come fanno gli altri, ma poi si assuma la responsabilità della riuscita dell’evento”) ci sta tutta. Anche qui, un esempio: se l’anno prossimo tra gli ospiti ci fosse un certo Giuliano Ferrara (che è distante anni luce dal mio pensiero) io sarei in prima fila. Perché ho sempre ritenuto che ascoltare chi la pensa in modo esattamente opposto al tuo contribuisce ad arricchire la tua mente.

In conclusione: mi auguro che Marcello Meroi possa rivedere una posizione che è più da esponente politico che da amministratore e sappia cogliere al volo l’occasione. Mi auguro che lo faccia chiedendosi anche come mai il sindaco Giulio Marini abbia invece assunto una posizione totalmente diversa, pur essendo un uomo di spicco (anche a livello nazionale) del Pdl. E’ impazzito (cosa assolutamente improbabile), oppure è diventato anche lui comunista?

Arnaldo Sassi


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22 luglio, 2011

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