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Acquapendente - Il locale comitato sul piede di guerra

Ospedale, il nuovo assetto non è stato condiviso

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Riceviamo e pubblichiamo – Su disposizione della Asl, il direttore sanitario di Acquapendente Franco Bifulco ha smantellato l’intera unità operativa di chirurgia in meno di tre giorni senza però ovviare ad importanti aspetti organizzativi.

Il nuovo assetto non è stato mai condiviso ne con i medici di base ne con la popolazione pertanto nessuno conosce con precisione i servizi ancora erogati. Con la chiusura del reparto di chirurgia è venuto a mancare il punto di riferimento per i piccoli interventi di Day Surgery, chiunque si presenti in reparto trova una porta chiusa e nemmeno riesce ad avere informazioni telefoniche dato che il numero non è stato opportunamente deviato.

Per garantire la copertura della rete dell’emergenza, dato il mancato potenziamento del 118, l’assenza del medico a bordo dell’ambulanza (il mancato potenziamento dei trasporti secondari per i trasferimenti, l’elisuperficie non ancora funzionante) la Asl ha predisposto una reperibilità medica e infermieristica per far fronte alle emergenze chirurgiche.

A tal proposito viene da chiederci se sussistano requisiti di sicurezza per il paziente chirurgico al quale viene riservato un letto all’interno del reparto di medicina, dove insieme a malati acuti e cronici stazionano oggi anche i tre posti letto della breve osservazione; un vero e proprio girone dantesco! Non conosciamo nemmeno le nuove disposizioni lavorative per i 4 chirurghi ancora in servizio ne la sorte di tutto il personale infermieristico che di certo non potrà essere assorbito da una medicina anch’essa in attesa di riorganizzazione. La perdita di personale di certo non aiuterà l’avvio dell’ennesima promessa fatta al Sindaco sulla degenza infermieristica e sulla prosecuzione dell’attività Day Surgery.

Al di la dei disservizi poco altro conosciamo del nuovo assetto organizzativo e il fatto che la direzione Asl abbia cambiato tre volte idea nell’arco di una settimana lascia intendere la superficialità e la leggerezza con la quale tratta certe nostre problematiche. E’ fin troppo evidente che gli interessi personali del medico e del politico di turno sono più forti delle esigenze della popolazione. I politici invece di salvare l’ospedale lo stanno trasformando in un grande monopoli dove le carte delle probabilità sono in favore di pochi e quelle degli imprevisti colpiscono inevitabilmente gli ammalati.

I nostri esponenti locali, provinciali e regionali si sono dimostrati indifferenti al problema, incapaci di un attività programmatica ed organizzativa comune pertanto avvieremo una raccolta firme da inoltrare all’Amministrazione Comunale per il referendum di cambio regione, ci volessero pure degli anni ma vogliamo maggiore rappresentatività del nostro territorio e maggiore tutela per i nostri diritti.

Comitato pro ospedale Acquapendente


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7 luglio, 2011

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