![]() Giuseppe Scopelliti |
![]() Michele Costabile |
![]() Walter Tocci |
![]() Raffaele Barberio |
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– Nuove idee, nuove tecnologie e nuove assunzioni. Questo è il futuro auspicato dagli ospiti di Medioera di ieri sera per rinnovare il mondo dell’amministrazione pubblica in Italia.
Il dibattito, che si è svolto come di consueto a piazza del Gesù, è stato moderato dal giornalista viterbese Alessandro Usai.
A confrontarsi sull’argomento quattro grandi nomi: il governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti, l’onorevole Walter Tocci, il professor Michele Costabile e il sociologo Raffaele Barberio.
La discussione parte da un esempio pratico: il caso di Israele, un paese piccolo, ma molto avanzato in materia di nuove tecnologie. “In Israele – spiega Barberio – ci sono teste che lavorano per l’innovazione. Per risolvere problemi concreti. Ma anche chi non riesce a portare a termine il proprio progetto viene comunque sostenuto ed apprezzato perché è importante premiare anche solo per l’idea e il coraggio di fare”.
In Italia è tutto più difficile, ma ci sono realtà nelle quali almeno l’impegno è visibile. E’ il caso della Calabria. “Sto puntando molto sull’e-governmente – spiega il presidente della Regione Scopelliti -. Ho per esempio investito 8 milioni di euro con Telecom per un progetto che coinvolge i giovani delle scuole e garantito il wi-fi grauito su tutto il lungomare”.
Le nuove frontiere dell’informatica devono però essere necessariamente collegate anche al mondo dell’amministrazione che è ancora “vecchio”. “I giovani sono “nativi digitali” – dice l’onorevole Tocci -. A loro dobbiamo lasciare spazio e libertà d’azione. Anche lasciandoli sbagliare. L’importante è che entrino negli uffici. Bisogna cambiare le teste, non solo i mezzi”.
E le teste, in Italia, ci sono. I ragazzi di oggi hanno progetti, idee, che devono però essere aiutate e condivise. “Sono molti i progetti che i giovani italiani hanno in mente – dice il professor Costabile – ma troppo spesso l’Italia è lenta. La burocrazia blocca tutto. Bisogna velocizzarci e rendere tutto più dinamico”.
“Il problema – aggiunge Tocci – è che in Italia se un ragazzo va in banca con un’idea gli si chiedono garanzie economiche che ovviamente lui non ha. Oppure si chiede un curriculum vasto a un neolaureato che quest’ultimo non può avere. Così non si va da nessuna parte. Giusto per fare un esempio Steve Jobs e Bill Gates non sono mai stati laureati”.
L’alfabetizzazione digitale è fondamentale. Tutti gli ospiti sono concordi e plaudono all’iniziativa del festival di cultura digitale di Medioera, ma il problema di fondo è uno soltanto: per cambiare il Paese e renderlo competitivo bisogna dare spazio e fiducia ai giovani.
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