– Truffe alla Totò, sequestrati terreni e immobili nel Viterbese.
Proponevano la compravendita di case nell’ambito di aste giudiziarie. Poi sparivano dopo aver incassato gli anticipi.
Operava così la banda sgominata dagli uomini della Divisione anticrimine della polizia, diretti da Giuseppe Miglionico.
Sei le persone finite sotto inchiesta, tutte raggiunte da provvedimenti di custodia cautelare per associazione a delinquere.
Il valore dei beni sequestrati ammonta a due milioni e mezzo di euro. Tra questi anche 14 autovetture, un terreno nel Viterbese e nove immobili, di cui due villini tra Ardea, Roma, Tarquinia e Isola Liri, box e quote di tre società: una edile e una di ristorazione a Roma.
Finito sotto sequestro anche il 40% del pacchetto azionario di una società con sede a Napoli e attiva nel settore delle scommesse sportive, già coinvolta in un’indagine della procura di Napoli.
Le indagini sono andate avanti per due anni. Il blitz, eseguito dagli uomini del vicequestore aggiunto Letizia Mandaglio, è stato chiamato “La truffa è servita”.
Il presunto capobanda sarebbe F.D., 45enne originario di Sciacca. Gli altri membri della banda abitavano tutti tra Ostia, l’Infernetto e Acilia. Il cartello aveva cercato di vendere l’edificio che ospita la Questura di Roma, in via San Vitale, e perfino la casa del calciatore Cafù. Un sistema che ricalca molto il film Totò truffa, in cui il principe De Curtis tentava di vendere la Fontana di Trevi.
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