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Tuscania - Cittadini mobilitati per il Museo archeologico nazionale

Una petizione per la riapertura del museo

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– Una raccolta firme da inviare al presidente della repubblica Giorgio Napolitano e per conoscenza a tutte le cariche amministrative fino ad arrivare al sindaco della città, per ottenere la riapertura in tempi brevi delle sale superiori del Museo archeologico nazionale di Tuscania chiuse da oltre un anno per motivi di sicurezza legati a problemi strutturali del tetto.

L’iniziativa è stata presentata domenica sera dall’associazione culturale ViviTuscania al termine di una conferenza sulla necropoli di Guado Cinto.

Il numeroso pubblico presente nella sala conferenze dell’associazione a palazzo Maccabeo Maccabei ha accolto con entusiasmo la petizione.

Cinquanta le firme raccolte nella sola serata di domenica.

“I sottoscritti, in qualità di cittadini di Tuscania o di sostenitori del Patrimonio Culturale Italiano,- si legge nella petizione popolare- chiedono, alle ss.vv. di intervenire fattivamente mettendo in atto qualunque strumento ordinario o straordinario che consenta la riapertura in tempi brevi delle sale superiori del Museo archeologico nazionale di Tuscania.

Il Museo simbolo della ricchezza storica archeologica non sono della città di Tuscania ma anche dell’Etruria Meridionale interna, è stato inaugurato nel 1988 ma completato successivamente, con grandi sforzi da parte della Soprintendenza dei beni archeologici dell’Etruria Meridionale, nel 2007. Ora per problemi riguardanti la sicurezza dovuti al possibile cedimento strutturale del tetto, da oltre un anno le stanze superiori sono chiuse al pubblico, nonostante l’impegno della competente Soprintendenza per ovviare all’inconveniente.

Si sottolinea che attualmente il Museo archeologico nazionale rappresenta uno dei pochi attrattori culturali della città e che il suo ripristino è fondamentale per il futuro di Tuscania e della provincia di Viterbo che vedono nel turismo l’unica risorsa in grado di poter favorire lo sviluppo del territorio in termini economici e di impiego. Uno sviluppo che parte dal presupposto di valorizzare gli attrattori ambientali e culturali e non ovviamente, di penalizzarli. L’attuale situazione ha già danneggiato l’immagine e l’economia della città nella corrente stagione estiva. E’ dovuto porvi al più presto rimedio. Pertanto chiediamo alle SS.VV. un intervento straordinario per la riapertura in tempi brevi della struttura.”

Per sottoscrivere la petizione, che già da ieri è possibile trovare nei bar, ristoranti, nella biblioteca comunale, è necessario lasciare il proprio nome, cognome e numero di un documento di identità in corso di validità. Non è indispensabile invece essere residenti a Tuscania, il museo rappresenta infatti un bene della collettività nazionale. Un patrimonio artistico, storico e culturale che non può avere confini.

Dal giorno della chiusura delle sale superiori, il paese ha vissuto nell’attesa dell’avvio dei lavori di messa in sicurezza del tetto. E’ stato un continuo susseguirsi di speranze che fino ad oggi non si sono realizzate. C’è chi sostiene che i fondi necessari per l’opera siano stati stanziati e che i lavori avranno inizio il prossimo anno.

I cittadini, stanchi di promesse e lungaggini, tentano la ‘carta’ della petizione popolare per dimostrare la sensibilità e la partecipazione attiva della società nei problemi che la riguardano direttamente. Tra i firmatari, ad oggi, anche politici di ogni ‘colore’ ed amministratori. Tuscania reagisce, in massa, per difendere il territorio e le speranze di uno sviluppo nel quale il turismo ha un ruolo di primo piano.

Associazione ViviTuscania


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13 luglio, 2011

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