– Una risata vi… divertirà.
E’ così che è andata l’esibizione del baritono Bruno Praticò in “Buffi si nasce” al Tuscia operafestival. Una performance divertente. Esilarante. Brillante.
Un uomo dalle mille facce (gallery * video: Una vita buffa). Un cantante fatto di espressioni marcate, ma comunque naturali. Una grande voce per un grande concerto.
Accompagnato dall’orchestra diretta dal maestro Stefano Vignati, Praticò ha eseguito diversi brani, tratti dal repertorio di Donizzetti, Cimarosa e Rossini. Autore, quest’ultimo, al quale il baritono è più legato.
“Rossini è il mio autore preferito. A casa ho un altarino con una candelina sotto – ha confessato -. E’ lui quello che mi piace di più. Senza dubbio, perché è il papà della comicità”.
E Praticò, nell’eseguire le sue arie, gli ha fatto onore. Nella sala del teatro, ieri sera, a parte l’orchestra e il pubblico, non c’era altro. Lui ha riempito gli spazi vuoti, dimostrando come la potenza della voce e la musica possano evocare atmosfere diverse, contestualizzando storie. E’ bastato sentirlo cantare, accompagnato dagli strumenti, per immergersi in ambienti del passato.
Suggestioni che gli spettatori hanno apprezzato. “E’ stato carino esibirsi qui a Viterbo – ha detto Praticò a fine concerto -. Gli spettatori sono stati stupendi e hanno reagito molto bene. Le risate in sala erano grandiose. Durante il concerto c’era una ragazza che rideva in maniera entusiasmante e questo per noi cantanti è il massimo. Ci riempie di gioia, perché creare ilarità è il nostro compito.
Il personaggio buffo si caratterizza proprio per la sua capacità di strappare risate – ha affermato, ridendo – . Si dice sia più facile far piangere che ridere. Ma quando una persona ha la comicità innata non fa niente che vada oltre il suo carattere. Anche per me è così: vivo ridendo”.
Un approccio alla vita che gli ha fatto capire che il buffo era il suo ruolo. “Ho iniziato proprio come basso buffo e poi come bass baritone – ha raccontato -. Ho interpretato quasi tutti i ruoli comici che ci sono. Ne ho fatti tantissimi… ed è sempre un piacere riscoprirli. Stasera ho interpretato Don Bartolo e Don Magnifico che sono i miei personaggi preferiti. Li ho cantati in tutti i teatri del mondo e sono quelli che ricordo con maggiore affetto”.
Se come si dice il bello viene alla fine, anche ieri sera, Praticò ha stupito il pubblico proprio all’ultimo. In duetto con il basso Marco Bussi, ha eseguito I due gatti di Rossini. Entrambi i cantanti sono entrati in sala con delle finte orecchie da gatto e per oltre due minuti hanno dialogato a suon di “miao”. Un verso ripetuto in varie tonalità, reso ancora più divertente dalle espressioni della faccia e dai movimenti del corpo che lo accompagnavano.
Praticò è stato esilarante nella battuta finale. Tenendo la nota per qualche secondo ha chiuso la performance, rivolgendo un simpatico gesto a Bussi. Un “ffffh”, a imitare il gatto che soffia, accompagnato dalla mano che si inarca, che ha conquistato il pubblico, strappandogli l’applauso più lungo.
Si è così arrivati alla fine e Praticò, col suo sorriso incorporato, ha salutato gli spettatori in sala con un inchino per poi lasciare la scena.
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