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Viterbo - Manifestazione alle ore 17 a Piazza Repubblica contro la chiusura del centro antiviolenza

Una serata per difendere Erinna

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Il centro Erinna

Il centro Erinna

Pubblichiamo il testo del volantino per la manifestazione contro la chiusura del centro Erinna- La semplice comunicazione della chiusura del Centro antiviolenza Erinna, – perché viene a mancare il contributo per l’’affitto e le utenze, ha provocato un tale coro di proteste e la volontà di sostenere l’’associazione che dà la misura dell’’attenzione che Erinna stessa (e con lei le donne dei centri di tutta Italia) ha saputo allertare in merito alla violenza di genere.

Questo movimento spontaneo e tempestivo che è nato intorno ad Erinna è di vitale importanza in quanto solleva una serie di questioni, non ultima la questione che noi, donne e uomini, ci dobbiamo riprendere gli spazi che ci stanno togliendo, uno dopo l’altro.

È importante che ci siano azioni che diano valore e riconoscimento alle donne che, sole e solo loro, hanno messo in luce come la violenza agita sul loro corpo e sulle loro menti non sia un fatto “privato di quella coppia”, ma un’’impronta culturale radicata che fa della donna una proprietà da consegnare – simbolicamente nel rito del matrimonio – da padre a marito, da stuprare per offendere il nemico, da usare per il proprio piacere….

La donna che riesce ad arrivare in un centro antiviolenza è devastata, è psicologicamente provata, ma non ha, nella maggioranza dei casi, un disagio psichico, lei ha un problema dal quale deve trovare la forza di liberarsi.

Erinna ha lavorato su questo territorio per oltre 10 anni, ha accolto, dal 2006 quando ha aperto il centro antiviolenza, 260 donne provenienti da tutti i paesi della provincia, ha impostato una metodologia politica per accogliere le donne, metodologia che è frutto del raffronto con le donne a livello internazionale; sono 40 anni di studi e di esperienze messe a confronto che ne hanno legittimato la bontà delle prassi e sono diventate linee guida riconosciute a livello europeo.

Oggi è questo che viene messo in discussione, al di là di Erinna. Lo squallore e la pochezza dei politici, che badano agli interessi di bottega mascherandoli con la trasparenza, non curano gli interessi delle donne che sono prigioniere della violenza, politicamente non ne sanno della violenza di genere, ma ne parlano e solo in termini di sicurezza”, la parola magica quanto qualunquista che dà tanto fumo agli occhi e poca “sicurezza” alle donne.

Il metodo sciatto di cercare di liberarsi di Erinna, che si è vista revocare retroattivamente, con 6 mesi di ritardo, la convenzione un anno prima della sua conclusione naturale – febbraio 2012 – evidenzia il livello di qualità e l’onestà intellettuale di chi ci governa.

Senza alcuna cura ed attenzione vengono spazzati via anni di lavoro ed un’’esperienza sul campo che non ha eguali nel territorio viterbese.

Un gruppo di donne del territorio che ha gestito il Centro offrendo il massimo delle risposte che si potevano dare per onorare il denaro pubblico, per quanto non rispondente alle necessità del lavoro svolto.

Un gruppo di donne che nessuno si è filato fino a che non è arrivato l’’odore dei soldi (si fa per dire perché è ancora tutto nebuloso, ma se ne parla) che aleggia nelle disponibilità del ministero per le Pari opportunità, che ha varato un piano nazionale contro la violenza alle donne che dovrà elargire finanziamenti. Adesso sì che si svegliano i dormienti e si inventano centri antiviolenza, adesso sì, che gli ignari fino a ieri oggi improvvisano associazioni contro la violenza alle donne.

Erinna è disponibile a tenere una “lezione sulla violenza di genere” nei consigli comunali, perché come gli altri, veri, Centri Antiviolenza d’’Italia, rivendica la professionalità acquisita nella metodologia e nelle relazioni di genere, rivendica il lavoro fatto in questi anni per costruire una rete di sostegno intorno alle donne che devono uscire dalla violenza. Per questa politica Erinna si batterà e non per interesse personale in quanto associazione. A questo vi incitiamo perché L’’ITALIA NON E’ UN PAESE PER DONNE, non ancora.

Associazione Erinna

Poesie, racconti, interventi liberi, informazioni e formazione… banchetto della solidarietà… una serata spontanea e libera per ripulire da opportunismi e decisionismi senza sostanza

giovedì 28 luglio 2011 dalle ore 17.00

Piazza della Repubblica Viterbo


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28 luglio, 2011

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