Riceviamo e pubblichiamo – Un’altra “Pipinata”. Dopo mesi di attesa per la rielaborazione dell’atto aziendale, l’organizzazione della sanità viterbese, dopo le critiche ricevute da più parti, si trova di fronte ad una vera presa in giro, semmai aggravata dallo scarso rispetto per i giusti rilievi che queste critiche avevano sollevato.
Si viene così a sapere che il presidio ospedaliero di Acquapendente è sostanzialmente cancellato riservandogli un ruolo talmente marginale da risultare anche incomprensibile: che cos’è e come funziona il previsto reparto di degenza infermieristica? Chi cura ed assiste il paziente e per quali patologie?
Inoltre viene smantellato il servizio di pronto soccorso e sostituito con un autoambulanza che già oggi è priva di medico a bordo e quindi utilizzabile solo per il trasporto di pazienti per altri lidi.
Caro Pipino, un infartuato o colpito da ictus, nel comprensorio di Acquapendente, non farebbe in tempo a raggiungere il vero pronto soccorso di Viterbo in tempi brevi e probabilmente non uscirebbe vivo da questa meravigliosa riorganizzazione sanitaria.
E questo vale anche per i “codici rossi” non più assistibili nella struttura acquesiana e che invece dovrebbe servire un territorio con problematiche viarie e caratteristiche geomorfologiche non comuni.
Perché non pensare invece a reparti, carenti nell’ospedale di Belcolle, di chirurgia oculistica e di otorino, per i quali molti pazienti si recano a Siena con aggravi di costi, che consentirebbe il mantenimento del pronto soccorso e week/surgery?
Inoltre perchè non si ripristina a Ronciglione, in locali peraltro rimodernati, il reparto di ematologia già punto di eccellenza?
E perchè non vengono adeguati i posti letto, portandoli a 16 come previsto, nel reparto Spdc di Viterbo?
Inoltre non è affatto condivisibile la scelta di chiudere (solo per agosto?) i centri di riabilitazione di Bagnoregio e Acquapendente? Un altro colpo specie agli anziani e con problemi di trasporto.
Non ci siamo: il piano va cambiato guardando alle necessità dei cittadini tutti e a quelle dei territori, questo è quello che è più doveroso e necessario che garantire qualche avanzamento di carriera o di crearne delle nuove senza un’idea di un servizio sanitario che parta dal presupposto che i cittadini del Lazio hanno pari dignità e diritti per quanto riguarda la salute.
Partito della Rifondazione Comunista
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