![]() Giuseppe Parroncini |
Riceviamo e pubblichiamo – Confuso, contraddittorio, con requisiti discutibili e pubblicato in un periodo in cui l’attenzione è scarsa. Piuttosto si diano risposte agli inquilini delle case popolari.
Il bando dell’Ater di Viterbo per “un posto di dipendente a tempo indeterminato di capo ufficio stampa, e inquadrato secondo il contratto Fnsi-Fieg qualifica capo redattore, mansione capo ufficio stampa servizio Urp e ufficio stampa aziendale” va ritirato subito. Ecco perché ho già presentato un’interrogazione al presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, e all’assessore alla Casa, Teodoro Buontempo.
Sono tante le cose che non vanno e che inducono a pensare male, non solo nel metodo – la pubblicazione alla chetichella, il 4 agosto – ma anche nel merito. Il bando affida infatti a un’unica figura mansioni totalmente diverse tra loro, che non a caso la legge 150 del 2000 definisce in strutture separate. Ufficio stampa e Ufficio relazioni con il pubblico si rivolgono rispettivamente ai mezzi di informazione e ai cittadini. In ogni caso, secondo il Dpr 422 del 2001, per diventare responsabile dell’Urp è necessaria una laurea in Scienze della comunicazione o similari. Per cui si presume che l’Ater l’abbia già o dovrà dotarsi comunque di tale figura.
Il concorso arriva inoltre in pieno commissariamento dell’Ater. Non ci si dovrebbe limitare all’ordinaria amministrazione? Non solo: le nomine del nuovo presidente e del consiglio di amministrazione sono attese i primi di settembre, proprio alla scadenza del bando. Poi ci sono i requisiti stravaganti: bisogna avere almeno 18 anni ma da 5 occorre essere iscritti all’Ordine dei giornalisti, albo professionisti, senza però una laurea.
Il tutto per la modica spesa di 60-70.000 euro l’anno: troppo per un’Ater come quello di Viterbo, specialmente in relazione alla scarsa attività comunicativa svolta fino a oggi. In un periodo di ristrettezze e difficoltà, l’Ater farebbe meglio a preoccuparsi del degrado del patrimonio edilizio e a investire sulla sua manutenzione. La priorità siano gli inquilini delle case popolari, lasciati sempre più soli.
Giuseppe Parroncini
Consigliere regionale Pd
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